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CAMILLA IRINE MURA

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Camilla Irine Mura
Fisica, matr. 2006

Anno di grazia, per me, il 2010! Un anno che, in meno di cinque mesi, mi ha visto prendere il volo per ben due viaggi intercontinentali, verso Dubai ad aprile e con rotta New York a luglio. Tutto questo grazie alla rete di contatti del Collegio Nuovo […]. Ripenso alle espressioni perplesse dei miei genitori quando avevo parlato loro dell’ipotesi di andare a vivere in Collegio pur abitando a venti chilometri da Pavia e alla soddisfazione che ora provano per avermi sostenuta in questa scelta (Nuovità n. 21-22).

Classificatasi tra i primi posti alle Olimpiadi della Fisica, conseguimento di Master in Arpa Celtica, Camilla partecipa al Progetto Orientamento del Collegio, godendosi un’anteprima della vita universitaria nella primavera del 2006. A settembre, il concorso: con ottime carte, tra cui 100 ed encomio al Liceo Scientifico di Broni, si mette in gioco per entrare al Collegio Nuovo e allo IUSS, come studentessa di Fisica all’Università di Pavia.
Le viene assegnato il posto gratuito dal Collegio, oltre al Premio IUSS per seguire i corsi della Classe di Scienze e Tecnologie. Dal primo anno non si perde occasione per seguire l’attività culturale promossa dal Collegio, non necessariamente del suo ambito: il suo primo articolo per Nuovità è sulla comunicazione politica, tema dell’incontro tenuto dal pubblicitario Pasquale Diaferia e dal filosofo Paolo Bellini.
Camilla è molto sensibile ai progetti di orientamento di cui aveva beneficiato: aderisce infatti a un gruppo coordinato dalla collega classicista, Pamela Morellini, per seguire le studentesse liceali (oltre una novantina!) prima del loro arrivo in Collegio e mantenere i contatti anche dopo.
Coglie inoltre, sin da matricola, le opportunità in ambito internazionale: un corso di lingua a Cambridge, all’allora New Hall (Murray Edwards); partecipazione a “Message in a bottle”, video contest copromosso dalla rete dei collegi europei EucA (con annessa visita alle istituzioni comunitarie a Bruxelles), ma il suo “anno di grazia” è il 2010, dopo la laurea di primo livello raggiunta con ottimi voti e tempismo.

Tra le prime sfide

In aprile infatti è selezionata dal Collegio per partecipare alla conferenza promossa dal Dubai Women’s College: nella metropoli emiratina si recherà con la collega di Giurisprudenza Giulia Risso, oltre che con la Coordinatrice dell’Attività Culturale del Collegio, Saskia Avalle, in visita come observer per l’organizzazione della Women’s Education Worldwide Student Conference del 2011.
In estate, ancora grazie al Collegio, punta verso il Barnard College – Columbia University, New York: può seguire alcuni corsi di Storia dell’Arte, visitando anche il Department of Scientific Research del Metropolitan Museum of Art di New York, diretto da un Alumnus dell’Università di Pavia, Marco Leona. Sì perché Camilla aveva trovato, per la sua tesi triennale, il modo di unire i suoi interessi artistici e scientifici.
Tanto che sempre in quell’ “anno di grazia” 2010 aveva pure partecipato al Congresso “Youth in Conservation of Cultural Heritage” (Palermo) presentando, come terza firmataria, un poster sugli affreschi della Cappella del Collegio Castiglioni (a Pavia). E con questo si era aggiudicata pure il Premio di Ricerca dell’Associazione Alumnae del Collegio, che l’anno successivo la insignirà anche del Premio riservato alle laureande magistrali.
Una notizia che arriva mentre si trova alla San Diego State University, per un semestre grazie all’International Student Exchange Program della nostra Università.

Oggi

Camilla si laurea in Fisica a pieni voti e si diploma allo IUSS. In Fisica. Poi, succede qualcosa: «Sarà per la bonaria ostilità che aleggia tra i dipartimenti scientifici nei suoi vari gradi di purezza, sarà per l’amore per le distinzioni e la precisione che caratterizza il mondo della tecnica, ma per molti fisici non c’è peggiore insulto che essere definiti ingegneri e, ovviamente, viceversa. È stato quindi per me fonte di gravi crisi esistenziali l’essermi trasformata nell’arco di pochi mesi dalla laurea da Fisica della Materia a Characterization Engineer presso l’STMicroelectronics s.r.l.». Tutto questo succede grazie anche alla sua Alma Mater: due preziose ore trascorse alla giornata di orientamento “Porte Aperte alle Imprese” e il dado è tratto. Una fisica, che ama l’arpa celtica, le danze popolari, gli affreschi, i microscopi, i fumetti manga, diventa ingegnere dell’industria.

Il suo consiglio

«Dopo più di un anno nei panni della Characterization Engineer ho imparato a rivendicare la mia identità di fisica e a sfruttarla per offrire un punto di vista diverso nell’affrontare i problemi, ma al contempo ho fatto mia l’arte ingegneristica del costruire con i mezzi a disposizione, siano essi materiali o concettuali, soluzioni a volte improvvisate ma comunque efficaci alle piccole e grandi emergenze di ogni giorno. Facendo un bilancio degli ultimi mesi posso dire di aver trovato, grazie sicuramente a una buona dose di fortuna, un lavoro stimolante, mai ripetitivo, che offre spunti per imparare cose nuove ogni giorno e che mi porta a collaborare con moltissime persone all’interno dell’azienda, poco male se per questo spesso mi sento chiedere: “Ma tu dove hai studiato Ingegneria?”. Per dirla tutta questo tipo di rivalità tra Facoltà ha ben poco senso, anche perché quando si ha una laurea in mano non si è certo finito di imparare, proprio per questo è necessario che le aziende siano disposte a rischiare puntando sui giovani, ingegneri e non, e investendo sulla loro formazione sul lungo termine. Esistono in Italia aziende di questo tipo? Io ne ho avuto la prova. Forse sono poche, ma con un po’ di fortuna si possono scovare, oppure possono essere loro a scovare i neolaureati in crisi di identità». (Nuovità, n. 24).

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