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ELISABETTA DI BERNARDINI

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Elisabetta Di Bernardini
Biotecnologie, matr. 2004

«…L’emozione di startene comodamente seduta nella Sala Conferenze del tuo Collegio a sentir parlare, proprio lì davanti a te, il tuo cantante preferito. Infatti il 22 marzo di quest’anno, l’ex “883” è venuto a farci visita in un imperdibile appuntamento legato al corso di “Semiotica delle Arti” tenuto al Nuovo dal Prof. Paolo Jachia.» (Nuovità, n. 15, 2004)

Studi classici a Chieti, Elisabetta arriva a Pavia per iscriversi al Corso di laurea in Biotecnologie, nato dalle Facoltà di Medicina, Farmacia e Scienze. Segue molti degli incontri promossi dal Collegio, da quello che coinvolge l’Alumna Natalia Lugli, biologa, con il prof. Carloalberto Redi e il Colonnello Luciano Garofano, sino a quello con Max Pezzali, da lei stimato sia musicalmente che umanamente: mai avrebbe immaginato di incontrarlo, da matricola, nel suo Collegio! “Lo strano percorso / di ognuno di noi / che neanche un grande libro un grande film / potrebbero descrivere mai / per quanto è complicato / e imprevedibile / per quanto in un secondo tutto può cambiare / niente resta com’è”, ecco il refrain della sua canzone preferita: Elisabetta inizia il suo percorso accademico terminando gli esami del primo anno a metà luglio, laureandosi poi con una tesi sperimentale in Biologia molecolare, ancora a luglio, tre anni dopo, con lode. Il che si ripeterà puntualmente due anni dopo, per la laurea magistrale con il prof. Vittorio Bellotti. Dov’è lo strano percorso, allora?

Tra le prime sfide

L’imprevedibile, o quasi, succede nel 2008, quando, grazie al Collegio, ha un’altra opportunità. Con Livia De Rosa, un’altra collegiale, studentessa di Giurisprudenza, varca l’oceano e approda al Mount Holyoke College, uno dei promotori della rete Women’s Education Worldwide (WEW) per la prima Student Leadership Conference: «Credo che questa esperienza unica e indimenticabile mi sia stata sicuramente utile a livello umano per la possibilità di relazionarmi con studentesse di collegi femminili di tutto il mondo e che mi abbia permesso inoltre di ridisegnare la mia visione della donna come leader, preparandomi ad affrontare con più determinazione e maggiore consapevolezza il futuro mondo del lavoro.», scriverà al suo rientro sulla Rivista del Collegio. Dopo la laurea, lo “strano percorso” di pezzaliana memoria, prosegue con quello che Elisabetta definisce un «cambio repentino e radicale di vita», e non solo nell’ambito della ricerca. Concorre per un posto (davvero uno) di PhD in “Vascular Biology and Stem Cells” all’ambito King’s College di Londra, e lo vince, per di più con finanziamento intitolato a una scienziata, Marie Curie. Il sogno, coltivato mentre leggeva da matricola le esperienze di una collegiale più anziana, Lia Paola Zambetti, già (allora) a Londra, si realizza. E grazie anche alla mediazione della Rettrice, a Londra trova un nutrito gruppo di Italians Nuovine a cui fare riferimento, ma soprattutto dopo un po’ la raggiunge la sua amica collegiale di sempre, Blerida Banushi, post doc allo University College London. Senza contare che nel Regno Unito, a Cambridge, era già stata, sempre con borsa del Collegio, per un corso di lingua inglese. Dopo il PhD a Londra, nuovo trasferimento. Scende un po’ più a sud, nei Paesi Bassi, a Eindhoven, dove lavora per un paio d’anni come postdoc ancora con borsa Marie Curie, e anche come Project Manager, in un’azienda spin-off dell’Università che si occupa di bioingegneria (LifeTec Group BV). Anche in Olanda continuano gli incroci nuovini, questa volta con la chimica Francesca Pietra, post doc a Delft. Dopo l’inglese, che ormai conosce e usa con dimestichezza, si cimenta, da vera cittadina europea, nell’apprendimento del nederlandese.

Oggi

Dalla primavera del 2016 Elisabetta è di nuovo in Italia, dopo oltre un lustro in giro per l’Europa. Non Chieti, non Pavia: stavolta arriva a Ivrea, la città simbolo di una figura di imprenditore illuminato come Adriano Olivetti. “Niente resta come è”: ora Elisabetta è Associate Scientist per il Gruppo Merck. Domani, chissà.

Il suo consiglio

Trovare un po’ di “casa” anche nel Collegio, che è una «culla di amicizie, esperienze e soddisfazioni […]. Per noi una vera Famiglia.» (2014)

Collegio Nuovo | Fondazione Sandra e Enea Mattei | Pavia | C.F. 80015430186