
Ho conosciuto l’Istituto Universitario di Studi Superiori (IUSS) nel luglio 2022 in occasione dell’Open Day universitario a Pavia e ne sono rimasta subito affascinata. È una scuola davvero rivoluzionaria, perché permette agli allievi di affiancare ai corsi universitari percorsi di approfondimento e discipline che arricchiscono e completano la formazione accademica tradizionale. Così ho deciso di partecipare al concorso ed è iniziata la mia esperienza.
Ho esplorato il mondo dei grandi personaggi pavesi che hanno scritto la storia della medicina come Lazzaro Spallanzani che dimostrò che i pipistrelli “vedono con le orecchie”, ponendo così le basi della teoria dell’ecolocalizzazione.
Ho imparato le basi dell’ingegneria tissutale, scoprendo le cellule staminali pluripotenti indotte e il loro impiego nella costruzione degli organoidi.
Ho poi appreso come il batterio Wolbachia sia diventato uno strumento per il controllo delle zanzare e delle malattie virali da loro trasmesse.
Mi sono confrontata con le sfide e le opportunità delle nuove terapie geniche e con gli intrecci tra matematica, musica, arte e filosofia. Ho scoperto il singolare fenomeno dell’affective blindness, ossia la capacità di elaborare ed essere influenzati da stimoli emotivi anche senza percepirli coscientemente; ho seguito affascinanti lezioni sulla fisica dei buchi neri e sulla linguistica.
A questi preziosi stimoli si sono aggiunte le numerose conferenze organizzate in Collegio con scrittori e figure di spicco del panorama culturale italiano.
La bellezza della IUSS sta proprio nella possibilità di mantenere vivi e coltivare interessi trasversali in un’epoca che sembra invece spingerci verso una specializzazione sempre più ristretta. Non si tratta però soltanto di conoscenze, ma di una forma mentis, trasmessa dai docenti-ricercatori che ci hanno anche permesso di entrare nei loro laboratori.
Ma c’è di più. Nell’era di Internet, in cui la vera sfida non è reperire informazioni ma saperle selezionare, alla IUSS si incontrano maestri: persone con cui instaurare un rapporto di fiducia, capaci di insegnare a distinguere le fonti veramente affidabili.
Ecco dunque perché, a mio avviso, la IUSS ha un carattere davvero “rivoluzionario”: sa tornare al significato primigenio di studium, ricordando che studiare significa mettere impegno, cura, passione ed entusiasmo per costruire e affrontare con responsabilità il futuro.
(versione ridotta e adattata da “Nuovità” n. 35)
