Orientarsi nella professione medica

L’incontro di orientamento professionale con le dottoresse Erica Quaquarini e Silvia Mangiacavalli, promosso dal Collegio in collaborazione con l’Associazione Italiana Donne Medico, è stato per noi un momento di confronto molto stimolante.

Da laureande in medicina, entrambe impegnate in una tesi in ambito onco-ematologico, abbiamo trovato particolarmente interessante poter ascoltare il percorso e l’esperienza di due professioniste che lavorano ogni giorno in questo settore. Ci ha affascinato in particolare il racconto di come la pratica clinica, in entrambi gli ambiti, si intrecci continuamente con la ricerca (di base, ma non solo) e con lo sviluppo di nuove terapie.

Tra queste, sentir parlare di frontiere quali le terapie geniche o le CAR-T, ci ha rese ancora più consapevoli di quanto questi campi siano in continua evoluzione e quanto sia fondamentale continuare a studiare e aggiornarsi nel corso della propria carriera. Abbiamo inoltre apprezzato molto l’incentivo a fare esperienze di formazione e ricerca anche all’estero, da sempre tra i capisaldi del Collegio, come occasione di confronto con realtà diverse e di crescita personale e professionale.

In una fase come gli ultimi mesi di università, spesso accompagnata da dubbi (e non pochi) sulle scelte da fare, incontrare persone così motivate, preparate e appassionate rappresenta decisamente un incoraggiamento e un promemoria del motivo per cui abbiamo scelto questa strada.

Elena Rinaldi

Le loro parole ci hanno trasmesso un entusiasmo contagioso e una chiara visione del futuro, facendoci riflettere sull’importanza di un continuo aggiornamento e sulla necessità di rimanere sempre curiose e pronte ad abbracciare le nuove sfide che la medicina ci propone. È stato particolarmente stimolante sentire quanto il campo delle terapie innovative in ambito oncologico ed ematologico stia evolvendo rapidamente, e come le nuove opportunità di cura impattino positivamente sulla vita dei pazienti.

In queste specialità, la collaborazione multidisciplinare e il lavoro a stretto contatto con altre figure professionali sono fondamentali e permettono di arricchirsi di nuove prospettive e competenze, favorendo una visione più completa dei pazienti in cura.

E’ stato anche utile avere la possibilità di chiarire dubbi, incertezze e preoccupazioni legate alla scelta di questo percorso professionale, in particolar modo la gestione del carico emotivo e la responsabilità di creare un rapporto di fiducia ed empatia con i singoli pazienti, con l’obiettivo di accompagnare e sostenere durante il percorso di cura.
Le sfide sono quotidiane, ma proprio per questo la nostra motivazione cresce: la possibilità di fare la differenza nella vita dei pazienti, e di farlo con un approccio scientifico ma anche profondamente umano, ci sembra un obiettivo ambizioso, ma incredibilmente gratificante.

Federica Rizzo



I CEVA: UNA "STORIA ESEMPLARE"

La notte di Natale del 1930, nel carcere di Regina Coeli, un giovane chimico pavese di “Giustizia e Libertà”, Umberto Ceva, si tolse la vita. Era stato arrestato a Milano, con Ernesto Rossi e Ferruccio Parri: la sua morte sollevò dubbi e accese una campagna internazionale che accompagnò il celebre “processo agli intellettuali”.

Alla sua vicenda e alla storia della sua famiglia, vissuta tra Milano, Pavia, l’Oltrepo pavese e il Piemonte, tra fine Ottocento e secondo dopoguerra, è dedicato l’incontro che si terrà martedì 14 aprile, alle ore 21. I Ceva raccontano una storia esemplare, una lunga e coerente testimonianza di difesa della libertà, dei valori democratici, di impegno antifascista.

Protagoniste della serata sono Fiorella Imprenti, storica dell’età contemporanea e autrice del volume I Ceva. Una famiglia antifascista e repubblicana. Vite di Bianca, Adele, Umberto e Elena (edito da Viella nella collana dell’Unione femminile nazionale), Marina Tesoro, già docente di Storia contemporanea nell’Università di Pavia, e Sara Poma, autrice di podcast, responsabile dei contenuti per “Chora & Will Media”.

L’iniziativa rientra, su conferma eventuale del singolo Collegio interessato membro della CCUM, nelle attività formative riconosciute ed è accreditato nell’ambito dell’attività formativa extra-classe IUSS.


Ascoltando Jasmine, voce da Gaza al Collegio Nuovo

Uno dei punti più discussi è stato il ruolo dei giovani. È giusto coinvolgerli? Alcuni “adulti” temono che esporli a certe realtà possa generare disagio. Ma viene spontaneo chiedersi: quale disagio è più grave? Quello di conoscere, o quello di restare nell’ignoranza e nell’indifferenza totale mentre accadono tragedie reali? E soprattutto: che cosa perdiamo, come individui e come società, quando scegliamo di non vedere? Forse non è il disagio il vero pericolo, ma l’assuefazione. La progressiva perdita di umanità.

Durante l’incontro è emersa con forza la necessità di sensibilizzare le nuove generazioni. Non si tratta di scioccare gratuitamente, ma di educare alla consapevolezza, all’empatia, al senso critico, e soprattutto all’umanità, perché è proprio questa che rischia di sgretolarsi quando il dolore degli altri diventa lontano, quasi irreale. Perché quando si parla in particolare di bambini colpiti dalla violenza, non si parla di numeri: si parla di vite interrotte, di infanzie negate, di possibilità che non esisteranno mai.

Il parallelismo con eventi storici passati è stato evocato per ricordare quanto la storia possa ripetersi quando si smette di guardare, di interrogarsi, di reagire. La memoria storica dovrebbe insegnarci che il silenzio e l’indifferenza non sono mai neutrali, ma diventano terreno fertile per le tragedie.

Questa conferenza non è stata solo un momento di ascolto, ma una chiamata alla responsabilità. Anche, e forse soprattutto, per noi giovani: capire, informarci, e non distogliere mai lo sguardo. Perché restare umani è una scelta. La più necessaria.

Shirine Mouneimne, Odontoiatria

Francesco D’Adamo ha saputo raccogliere l’immensità della tragedia umana in un romanzo scomodo, coraggioso e quanto mai necessario. Gabriele, come molti altri ragazzi hikikomori, sceglie di rinchiudersi tra le quattro pareti della sua stanza a Milano, dove nulla lo tange e il suo panico si consuma tacitamente nell’isolamento. Jasmine invece vorrebbe volare verso la normalità, uscire dalla sua tenda e lasciarsi alle spalle le bombe e i droni, ma i confini della Palestina sono militarizzati e il Paese è «una trappola per topi».

All’inizio della loro corrispondenza Gabriele non vuole sentir parlare di guerra, perché la guerra ce l’ha dentro: da essa viene logorato quotidianamente e in essa si rifugia, preferendo il buio di camera sua alla pericolosa luce del sole che mostra tutta la sua inadeguatezza. Quando Jasmine entra nella vita di Gabriele, con uno spiraglio del suo mare, non lo giudica, ma cerca di comprenderlo. Lei ogni giorno vede davanti a sé lo sterminio del suo popolo e quello che la spaventa di più è proprio la solitudine così desiderata da Gabriele. Il suo slancio vitale-sociale è disperato e drammatico, ma a pensarci bene non differisce troppo da quello di molti suoi coetanei occidentali alla ricerca di un posto nel mondo e di un senso di appartenenza.

La delicatezza di D’Adamo consiste nel porsi come medium tra quelli che egli stesso definisce gli «adulti che hanno provvisoriamente tredici o quattordici anni» e gli orrori della guerra. Accanto alla chiara denuncia del genocidio, infatti, spicca un approccio con i lettori più giovani che è una ventata d’aria fresca: i ragazzi, contrariamente a quanto si dice, non sono disinteressati né faticano a comprendere, eppure nessuno parla con loro senza censurare o edulcorare la nostra cruenta quotidianità. Li si proietta quindi in un mondo che resta sanguinario e ci si aspetta che non facciano domande una volta cresciuti. Di Volevo avere le ali colpisce la semplicità dei due protagonisti, che cristallizzano con le loro storie i drammi di tanti altri adolescenti, ma allo stesso tempo il lettore – giovane o meno – è turbato dalla schiettezza della narrazione della guerra, che si basa interamente sui reportage bellici. Nel romanzo gli ultimi acquistano un nome: il disagio giovanile e umano vive in Gabriele, mentre quella di Jasmine è la storia di una vita invisibile che si nasconde dietro ai resoconti numerici del telegiornale che entrano nei capitoli dei libri di storia. Il fine ultimo della scelta narrativa è proprio evitare, con i meccanismi di una censura che vediamo già in atto, che cada un oblio di orwelliana memoria sulle scelleratezze umane.
Nell’ultimo anno a Gaza sono morti 75.200 palestinesi. Chissà quante Jasmine c’erano tra loro.

Marzia Anzalone, Lettere



Incontri di orientamento alla professione medica - AIDM Pavia

Storie di donne medico, dai primi passi della scelta sino agli sviluppi di carriera più recenti, sono al centro degli incontri con l’Associazione Italiana Donne Medico – Sezione Pavia, presieduta da Nadia Cerutti. Il  primo appuntamento riservato alla comunità collegiale del Nuovo si terrà il 23 marzo ore 18.15 con Erica Quaquarini, oncologa, e Silvia Mangiacavalli, ematologa (IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia).

Prossimo appuntamento: 16 aprile, con Carola Bergante ginecologa, IRCCS Policlinico San Matteo e Claudia Negro cardiologa, Gruppo San Donato, Città di Pavia.


Partita la prima edizione del Workshop LIS - Lingua dei Segni italiana

Abbiamo seguito la prima lezione di LIS, esperienza estremamente formativa e stimolante per me e le mie compagne. Sin dal primo approccio, abbiamo compreso che la Lingua dei Segni Italiana non è un semplice codice di gesti, ma una vera lingua con una struttura grammaticale complessa e affascinante.

È stato particolarmente interessante scoprire l’importanza della componente non manuale: la mimica facciale e la postura del corpo non sono solo contorno, ma elementi essenziali del significato.

Usciamo già da questo primo incontro con una consapevolezza nuova sull’abbattimento delle barriere comunicative e sulla ricchezza della cultura sorda.

Doralice Puccia, Medicina e Chirurgia



EMILIO GABBA LECTURE

«Soyez justes pour être puissants, soyez justes pour etre libres, soyez justes pour etre heureux». Emilio Gabba è stato un vero sovrano, degli studi, dei rapporti accademici e umani, proprio applicando questo principio. È stato giusto, perciò è stato potente, perciò è stato libero, e ci consola pensare che sia stato felice

Dario Mantovani, “Athenaeum”, n. 101 /2013

 

V edizione – 2026 in programma

UNA RAGAZZA DECOLLATA: IL CASO DI MEDUSA FRA ANTICHITÀ E ASSOLUTA CONTEMPORANEITÀ

SILVIA ROMANI  Università Milano La Statale

 

IV edizione – 2025

I GIURISTI DI ROMA PARLANO AL PRESENTE
DIALOGHI SULL’ATTUALITÀ DELLA STORIA

A partire dal libro La letteratura invisibile. I giuristi scrittori di Roma antica di Dario Mantovani (Collège de France, Università di Pavia e Accademia dei Lincei)

Partecipano, con l’Autore

MARGHERITA MARVULLI “Corriere della Sera”

ALESSANDRO MARANESI e NICOLA RIZZO Università di Pavia

ALDO TRAVI Accademia dei Lincei

Presentazione

 

III edizione – 2024

CANCEL CULTURE. IL CASO DEI CLASSICI

Lezione di MARIO LENTANO

Docente di Lingua e Letteratura Latina | Membro del Centro interuniversitario di Antropologia e mondo antico, Università di Siena | Autore di Classici alla gogna. I Romani, il razzismo e la cancel culture Salerno 2022

In conversazione con

GUIDO BOSTICCO Università di Pavia | Comitato Etico Fondazione Umberto Veronesi | Autore di La cancel culture nel discorso geopolitico contemporaneo Edicusano 2023

Presentazione

 

II edizione – 2023

MALEDIZIONE DI BABELE O DONO DI HERMES?
LA MOLTEPLICITÀ DELLE LINGUE

Lezione di MAURIZIO BETTINI

Filologo e antropologo | Fondatore e Direttore del Centro di Studi “Antropologia del mondo antico” – Università di Siena

Presentazione

 

I edizione  – 2022

LA SENSIBILITÀ ECOLOGICA NEL MONDO ANTICO

Incontro con CINZIA BEARZOT

Docente Ordinaria di Storia greca – Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano | Vicepresidente dell’Istituto Lombardo – Accademia di Scienze e Lettere

Presentazione

 



JASMINE, UNA VOCE DA GAZA

Alla testimonianza realistica di Jasmine – una voce tuttavia immaginata da Gaza –, è dedicato l’incontro che si terrà mercoledì 18 marzo alle ore 21 al Collegio Nuovo. Protagonisti della serata sono lo scrittore Francesco D’Adamo, Premio Strega ragazze e ragazzi 2022, Premio Andersen 2023, che ha recentemente pubblicato Volevo avere le ali. Jasmine, 12 giorni a Gaza (Giunti, 2026) e Francesco Mazzucotelli, profondo conoscitore di storia e cultura del Medio Oriente. Un’occasione per entrare nel vivo nell’attualità di Gaza, grazie allo sguardo di uno scrittore che ama raccontare storie vere, capaci di spiegare il mondo, ponendosi dalla parte dei più fragili e dei loro diritti. Il suo Storia di Iqbal, ispirato a una storia vera di sfruttamento minorile di un bambino pakistano diventato un simbolo della lotta contro il lavoro infantile, è stato tradotto in tutto il mondo.

A dare vita al dialogo a distanza tra Gabriele, prigioniero volontario che potrebbe fuggire ma non vuole e Jasmine, prigioniera involontaria che vorrebbe fuggire ma non può, sarà l’Alumna Eleonora Calabrò, già attrice, ora assistente di regia e specializzata in teatro lirico.

L’iniziativa rientra, su conferma eventuale del singolo Collegio interessato membro della CCUM, nelle attività formative riconosciute ed è accreditato nell’ambito dell’attività formativa extra-classe IUSS.


"IL NUOVO TI APRE AL MONDO"

“Davvero un piacevole incontro quello con un numeroso e affiatato gruppo di Nuovine di oggi!” ha raccontato l’Alumna Erica Bellinvia, che oggi vive e lavora come biologa all’Università di Praga, città dove un gruppetto di alunne è stato  in gita collegiale: “Le ho accompagnate tra orto botanico, istituti universitari, ospedali, chiese gotiche e neogotiche; il tutto tra pioggia e arcobaleni spettacolari.

Mi sono rivista come loro tra esami e decisioni importanti da prendere, quasi alla cieca ma anche con tanta curiosità del mondo. E’ stato bello non sentirsi completamente fuori posto nonostante la generazione che ci separa!”



La Fondatrice Sandra Bruni Mattei pioniera della promozione del talento femminile

Sandra Bruni Mattei, fondatrice del Collegio Nuovo, ha cambiato la vita di molte donne, legando il suo nome al concreto sostegno di giovani di talento. Alla base del suo progetto ci sono l’istruzione e la cultura, intesi come motori di uguaglianza, di giustizia, di pari opportunità.

Era nata nel 1896: da poco più di 20 anni le donne avevano accesso a licei e Università. I diritti delle donne erano tutti da conquistare nel 1896: non potevano esercitare professioni intellettuali (dovranno attendere 23 anni), non avevano diritto di voto (trascorreranno 50 anni), e solo 75 anni dopo, nel 1971, vedranno sancita, con la riforma del codice di famiglia, la parità dei coniugi.

Veronese, Sandra Bruni Mattei si laurea in Matematica a Padova: è una delle 2000 donne che nel 1915 sono iscritte all’Università in Italia. Meno del 7% rispetto agli uomini. Imprenditrice industriale al fianco del marito ing. Enea Mattei, e poi a guida dell’azienda – leader mondiale nel settore dei motori ad aria compressa – Sandra Bruni Mattei ha destinato il suo patrimonio per favorire la formazione universitaria di giovani donne brillanti.


Storytelling multimediale

L’obiettivo di questi incontri con Luca Mastrantonio, giornalista e scrittore è prendere confidenza con le strutture profonde della narrazione, attraverso l’analisi di archetipi, simboli, trame e schemi ricorrenti, dalla poesia alle serie tv, e familiarizzare con le loro mutazioni di contenuto e forma, a seconda del canale e del linguaggio che viene adottato – letterario, audio, grafico, visivo – tenendo conto dei possibili destinatari.
Sono previste esercitazioni per  favorire la messa in pratica delle nozioni e il confronto critico in aula tra tutti i partecipanti, oltre al docente.