Gabriella Tuvo, Medicina e Chirurgia

«Venni a conoscenza dei collegi pavesi tramite la farmacista del paesello: niente sito Internet, all’epoca » (Nuovità, n. 11)

Gabriella lascia la sua Bonassola, dal Levante ligure, per studiare Medicina a Pavia: una scelta portata avanti con convinzione, persuadendo quanti pensavano per lei un’altra strada. Al Collegio Nuovo, dove dal 1988 vince un posto gratuito per l’intero corso di studi, si distingue anche per altruismo, discrezione e capacità di mediazione, tanto che dalle sue compagne le è rinnovato il mandato di Decana. La sua collaborazione a tutto campo e la sua sensibilità per le matricole non viene mai meno, tra esami onerosi e ritorni in famiglia per il fine settimana. Il Lion Club di Pavia decide in quegli anni di supportare studenti dei Collegi di merito pavesi: quando viene il turno del Nuovo, a Gabriella viene assegnato anche il loro contributo. Tra il quarto e il quinto anno, arriva il momento di scegliere la direzione da prendere. Scocca la scintilla mentre prepara l’esame di Ortopedia: Gabriella presenta la richiesta di tesi su un particolare tipo di protesi d’anca. Mentre concorre per la specializzazione sia a Pavia sia a Milano, rimane come perfezionanda un ulteriore anno in Collegio, dove svolge attività di tutorato, collabora alla gestione delle attività teatrali e anche all’assistenza medica alle Alunne.

Tra le prime sfide


Dopo anni a Pavia, vince un posto alla Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia all’Ospedale Gaetano Pini di Milano. Rinuncia a Pavia, dove pure aveva vinto, e si rimette in gioco: «Lasciare Pavia fu piuttosto difficile. Inoltre arrivata nel reparto di Ortopedia, a Milano, sentii di “giocare fuori casa”: a ogni cambiamento si ricomincia sempre un po’ da zero, qualche volta da uno, spesso da meno due! In un nuovo ambiente di lavoro niente è dato per scontato e ogni piccolo passo avanti è il frutto di una battaglia. Ho combattuto per tutte le battaglie: per avere il diritto di visitare i malati, fare la cartella clinica, andare in sala operatoria, collaborare a un intervento chirurgico…». Accesa da entusiasmo, dopo aver frequentato un corso di chirurgia della mano tenuto dal Prof. G. Brunelli a Brescia, prosegue la sua formazione nel Ponente ligure: si iscrive a un corso di Chirurgia della mano, a Savona. Scocca una nuova scintilla. E grazie all’appoggio del direttore della Scuola di Specialità di Milano, Prof. L. Parrini, e a una borsa di perfezionamento del Collegio, arriva anche la sua prima esperienza Oltralpe: destinazione Francia, Parigi, per conseguire il Diploma Universitario in Microchirurgia e il Diploma Universitario in Chirurgia della Mano. Sempre Parigi le offre un incarico annuale di Chef de Clinique, proprio nell’Istituto di Chirurgia della mano. Gabriella ha trovato la sua strada di specializzazione professionale.

Oggi


Dopo anni a Parigi, Ginevra e poi Londra e Wrightington, rientrata in Italia, dopo un breve soggiorno a Milano, Gabriella, con le due figlie, è tornata nella città del suo Collegio. Come specialista in Ortopedia presso la Clinica Città di Pavia – Gruppo Ospedaliero San Donato, oltre a svolgere attività diagnostica e terapeutica, partecipa alla ricerca sul metabolismo osseo e su interventi di ricostruzione tissutale e ossea. Un piccolo team, al femminile, con la supervisione del Prof. Redento Mora che, oltre a collaborare con istituti in tutto il mondo (da Mosca a Riga, sino a New York e Baltimora), opera principalmente sui quattro arti … e sulla mano, naturalmente!

Il suo consiglio


Darsi una mano, sempre!: «In Collegio ho conosciuto persone straordinarie: persone volitive, altruiste, caparbie e generose. Capisco di aver beneficiato di un ambiente libero e al contempo protetto, di una “cella” tranquilla e della vivacità della vita in comunità; […] la vita di comunità non è sempre facile… senza tutto questo non sarei però quella che sono oggi. In Collegio ho conosciuto delle amiche speciali: disperse ai quattro angoli della terra restano dei punti fermi nella mia vita.» (Nuovità, n. 11)


Angelica Sartori, Fisica

«Mi piacerebbe poter dire che il mio percorso di studi sia frutto di una decisione ponderata, ma così non è stato. Fortunatamente anche le scelte più inconsapevoli, quasi casuali possono rivelarsi felici. La cosa di cui sono più contenta è stata quella di non aver lasciato il Collegio, per la laurea specialistica: le opportunità che mi sono state offerte in questi anni sono state uniche» (FILDIS, 2010-11) 

Da Cremona, Angelica sceglie di venire a studiare a Pavia, attratta da un vantaggio competitivo interessante ai suoi occhi: la presenza dei Collegi Universitari, con la possibilità, pure, di concorrere per un posto alla Scuola Superiore dello IUSS che, proprio nell’anno di ingresso di Angelica, aveva appena ottenuto il formale riconoscimento del MIUR, dopo ben otto anni di sperimentazione!
Angelica entra infatti nel settembre 2005 al Collegio Nuovo, la sua “seconda casa”, un osservatorio privilegiato sul mondo per lei, iscritta a Fisica e presto orientata verso lo studio delle stelle. Si conquista l’alloro magistrale cinque anni dopo a pieni voti, con Andrea De Luca, e seguendo anche le lezioni allo IUSS di Giovanni Bignami, che al Collegio Nuovo è “di casa”. Da studentessa di laurea specialistica, infatti, Angelica si trova nella sua “seconda casa”, grazie al prof. Bignami, nientemeno che l’astronauta  Paolo Nespoli, reduce dalla missione spaziale Esperia dello Space Shuttle Discovery, e poco dopo, in chiusura dell’Anno Mondiale dell’Astronomia, la Presidente dell’Associazione italiana di Aeronautica e Astronautica, Amalia Ercoli Finzi.

Tra le prime sfide


Angelica procede spedita e con ottimi risultati verso la laurea, tra una partita di calcio e l’altra nei Tornei intercollegiali a suon di vincite di “Copponi”, assicurando anche la sua presenza attiva in occasione di visite di delegazioni di partner internazionali del Collegio, come il Dubai Women’s College nel 2008.  Dal suo Collegio, insieme a due colleghe Nuovine di Scienze Politiche e Medicina, viene selezionata  per partecipare alla conferenza promossa dalla rete Women’s Education Worldwide. Nei primi giorni del 2010 parte quindi, anche con un contributo del Collegio e della Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia,  alla volta dell’Australia, presso il Women’s  College dell’Università di Sydney: anche a lei tocca partecipare ai lavori della sessione riservata agli studenti della rete e presentare in pubblico paper su pari opportunità e istruzione, preparati nei mesi prima in Collegio. Tre studentesse di fronte a una platea di esponenti di College da Dubai agli Stati Uniti, dalla Cina al Giappone e alla Corea, senza dimenticare la stessa delegazione del suo Collegio: una esperienza e una immagine che valgono, grazie anche a molte altre iniziative di empowerment al femminile promosse dal Nuovo, una citazione sul Blog ”Meritocrazia” di Roger Abravanel, per il “Corriere della Sera”.
Numerose infatti le iniziative in questo senso, quando Angelica è in Collegio: l’intesa con Accenture, formalizzata l’anno del suo ingresso, che portò anche a due edizioni di un corso pratico di avviamento al lavoro; poi, nel 2008, quella del ciclo di incontri “Alfabetizzazione economica”, con la partecipazione, fra gli altri, di Rosanna Massarenti, Direttore di “Altroconsumo” e autrice di “Donne e denaro”.

Oggi


La laurea di Angelica si traduce anche in una pubblicazione su “Astronomy and Astrophysics”, a cui segue un brillante PhD in Astrofisica sempre all’Università di Pavia (collaborando anche presso l’Istituto Nazionale di Astrofisica di Milano): durante il dottorato parte di nuovo, ma stavolta per un paio di mesi e alla volta del Santa Cruz Institute for Particle Physics.
Per quasi un anno è Junior Scientist presso la Compagnia Generale dello Spazio (già Carlo Gavazzi Space) e fa parte dello Space Situational Awareness (SSA) team, per lo sviluppo di una strategia europea di osservazione dello spazio, compreso il calcolo dei fattori di rischio e la loro prevenzione. Poi, di rischio in rischio, il salto nel mondo del risk management. Angelica accetta la sfida di occuparsi di economia, come consulente in un progetto in collaborazione con Accenture e Intesa San Paolo nel settore IT-Finance: assisterà il front office di Banca IMI (Gruppo Intesa) per i mercati stock e derivatives. Una scelta di salto condivisa anche da altre scienziate Nuovine!

Il suo consiglio


Fare i bagagli per un curriculum “di peso”: “È davvero incredibile come un Collegio tutto sommato piccolo come il nostro, e con risorse economiche contenute – si pensi al Dubai Women’s College o al Barnard College – riesca a organizzare tante attività, e che tutte abbiamo dei feedback decisamente positivi. Un consiglio a tutte le nostre colleghe è di non farsi scappare le occasioni che il Collegio annualmente ci offre poiché si tratta di esperienze uniche che non avremo più la possibilità di vivere. Conserveremo per tutta la vita un bellissimo ricordo di questo viaggio: una avventura che ha arricchito il nostro bagaglio culturale e di sicuro anche il nostro CV” (Nuovità, n. 21)


Maria Chiara Ravezzani, Ingegneria Edile / Architettura

«A Cambridge con il Collegio: trovo un paio di studi e attendo. Uno di questi mi chiama per il colloquio, in realtà il mio primo colloquio. Con mia grande sorpresa, dopo una settimana, mi offrono una posizione come graduate engineer e da lì in avanti ho finito di dormire fino alle 9!» 

A colpo sicuro. Chiara, maturità scientifica a pieni voti a Novara, prova il concorso a Pavia, solo al Collegio Nuovo, ed è ammessa. Ne esce cinque anni dopo, con una tesi per un progetto di riqualificazione urbana nell’area ex Aermacchi di Varese. Il prof. Marco Morandotti e la Commissione di laurea le assegna un bel 110 e lode. Nell’anno del suo ingresso in Collegio, 2001-02, ci sono grandi lavori di ampliamento e riqualificazione: ristrutturata la cucina e concluso il cablaggio anche delle stanze delle alunne, parte la trasformazione della sala conferenze in aula magna a gradoni, di impianto quasi teatrale e con le attrezzature multimediali più all’avanguardia, mentre nel campus la Sezione laureati del Collegio raddoppia i suoi alloggi e spazi per l’attività accademica. Non ultimo, pure l’ingresso del Collegio sarà rinnovato…

Tra le prime sfide


Prima di uscire dall’ingresso rinnovato del suo Collegio, per ben due volte Chiara è ammessa al corso di lingua estivo dell’Università di Heidelberg: tra una edizione e l’altra e tra studi e progetti, trova il tempo per allenarsi nella squadra sportiva collegiale che nel 2003 riconquista anche il Coppone intercollegiale. Non immagina ancora, forse, che il suo futuro sarà all’estero, ma non in Germania. Intanto esplora le sue possibilità, partecipando agli incontri di orientamento al lavoro promosso con Accenture dai Collegi di merito pavesi, come racconta su Nuovità: “Ho presentato due CV, uno più conciso, l’altro con alcune precisazioni relative al lavoro di tesi e ad alcune esperienze lavorative e formative che intendevo sottolineare. […] Avendo seguito l’impostazione suggerita durante il corso, l’organizzazione del CV non ha presentato problemi. A livello di contenuti, invece, oltre ad alcune imprecisioni e sviste, la soluzione proposta è stata un’integrazione tra i due CV, specificando solo quelle informazioni che altrimenti risulterebbero poco incisive. Quindi, il 25 maggio 2007, anch’io posso dire di possedere il mio curriculum vitae: il corso è stato senza dubbio interessante, sul prossimo numero di Nuovità spero di potervi dire che è stato anche efficace!” Lo stesso anno si guadagna la prima edizione del Premio dell’Associazione Alumnae, assegnato ora ogni anno a una laureanda.

Oggi


“28 settembre 2007: si parte! Dopo essermi riposata dalle fatiche della laurea in Ingegneria Edile e dell’Esame di Stato parto alla volta di Cambridge (UK) con il posto di scambio del Collegio. La voglia di fare un’esperienza all’estero e di migliorare il mio inglese un po’ troppo poco inglese mi convincono. […] Un’altra idea mi balenava a quel punto: perché non provare a spedire il cv in qualche studio di Ingegneria? In fondo, non avevo nulla da perdere e un’occasione così non mi sarebbe di certo ricapitata. Trovo un paio di studi a Cambridge e attendo. Uno di questi, il Peter Dann Ltd., mi chiama per il colloquio, in realtà il mio primo colloquio. Con mia grande sorpresa, dopo una settimana, mi offrono una posizione come graduate engineer” (Nuovità, n. 19). Oggi vive a Cambridge ed è Structural Engineer presso il medesimo studio.

Il suo consiglio


Provare, anche senza grandi aspettative: “I’ve always considered the idea of spending a period abroad, because it seemed like an extremely attractive cultural experience. So, shortly after my graduation, I gathered my stuff and left for Cambridge, seizing the exchange opportunity offered by the College: it was now or never! I must admit, I didn’t have high expectations. I’ve never been very interested in England. But I had to change my mind. […]The vitality of this place has led me to extend my stay, by looking for a job in my field and joining an engineering consultancy company. A great opportunity and a new challenge for someone who spoke English with gestures!”(Collegio Nuovo goes international, 2008).


Beatrice Plazzotta, Chimica

«L’esempio e il supporto di altre Nuovine mi hanno convinta a partire, nel primo semestre del mio ultimo anno. La parte sperimentale della mia tesi l’avrei fatta all’estero!» 

Nel 2008, da Dervio, Beatrice arriva con il suo titolo di maturità scientifica a Pavia per iscriversi a Scienze Chimiche. Una carriera di studi tanto fulminea quanto all’insegna della tenacia: laurea triennale con lode (nella sessione estiva) è il primo risultato di tre anni in Collegio in cui viene eletta Decana delle Alunne e nominata tra le responsabili del servizio biblioteca, oltre che tutor per le matricole. Nel 2010, con il Collegio e grazie a un contributo della Fondazione Cariplo, è selezionata per una missione di studio a Shanghai in occasione dell’Expo. Con lei, altre due compagne di Collegio, di Medicina, e un gruppo di studenti della Conferenza dei Collegi Universitari di Merito. Anche il periodo della laurea specialistica la vede impegnata su più fronti….

Tra le prime sfide


Un mese prima di discutere la tesi con il prof. Licchelli, Beatrice è ferventemente impegnata, insieme ad altre sue compagne, nel meeting Women’s Education Worldwide promosso dal Collegio per le studentesse della rete internazionale. Collabora all’organizzazione e tiene una presentazione sulla sua esperienza a Shanghai. Nel frattempo pianifica gli anni di laurea specialistica: termina gli esami del piano di studi in un solo anno accademico, in modo da assicurarsi la concentrazione per la tesi preparata tra Pavia, con il prof. Spinolo e la Danimarca, con il prof. Pedersen, della Aarhus University. Qui trascorre il primo semestre dell’ultimo anno, ma al rientro a Pavia, Beatrice è già pronta per un’altra esperienza. Con altre tre compagne è selezionata per la Summer School della Ochanomizu University a Tokio, grazie a un accordo con il Collegio.
Ancor prima di laurearsi, Beatrice è ammessa come PhD Student (borsa Marie-Curie) alla Graduate School for Nanoscience all’Università di Aarhus. E pensare che, prima di partire per l’Erasmus: “C’è voluto un po’ per decidere di compiere questo piccolo grande passo, perché come spesso accade ero bloccata da un incredibile numero di paranoie; il mio inglese sarebbe stato abbastanza buono da farmi capire? Andando in Erasmus, sarei riuscita a farmi riconoscere qualche credito? In sei mesi non avrei sentito troppo la mancanza di casa? E se mi fossi persa qualcosa di importante in Italia, mentre il mio piccolo mondo continuava ad andare avanti senza di me?” (Nuovità, n. 23)

Oggi


Beatrice lascia la posizione di dottoranda e compie un’altra scelta: viene selezionata  per tirocinio in Commissione Europea, all’interno del “Blue Book Traineeship Scheme” (nel comunicare la notizia al Collegio, scriverà: “Sicuramente il collegio mi ha aiutata tanto anche nell’ottenere questa posizione, se non altro con tutto il supporto che mi avete sempre dato e per aver sempre mostrato che indipendentemente da cosa studiamo possiamo arrivare ovunque vogliamo, seguendo i nostri interessi e senza sentirci obbligate a seguire percorsi fissi”). Cinque mesi in Lussemburgo all’interno del  Directorate-General for Communications Networks, Content and Technology, nella sezione Ricerca e Innovazione, le valgono una concreta proposta professionale in una azienda in  Italia. L’inizio di una nuova avventura. Per scoprire come continua, cercatela qui.

Il suo consiglio


Partire, con sguardo lucido: “Non so se è perché all’estero tutto è così diverso da portarci a rivalutare ciò che avevamo a casa, o se un velo di nostalgia non rende migliori nella memoria le varie problematiche del nostro sistema, ma pur sembrando la Danimarca un paradiso, alcune cose funzionano meglio in Italia […] forse la maggior attenzione rivolta alla pratica, seppur cosa lodevole, perde un po’ di valore se non è ben supportata da quel mare di teoria che ci viene insegnata in Italia.” (Nuovità, n. 23)


Viviana Palumberi, Matematica

«Il primo anno è stato molto tosto: per me era importante mantenere il posto a Pavia anche per via della borsa di studio, altrimenti probabilmente sarei dovuta tornare a casa 😉 Dal secondo anno in poi è andato tutto “in discesa”;-)»

Diplomata all’Istituto Tecnico Nautico come Capitano di Lungo Corso, Viviana è incerta sul suo futuro: navigare o studiare Astronomia?
Opta per Matematica, quella che chiamerà poi «l’inglese della scienza, anzi, molto di più; l’unica vera lingua universale dell’umanità: racchiude le diverse psicologie e mentalità dei popoli espresse in un’unica lingua fatta di simboli e passaggi logici». Per studiare Matematica sceglie Pavia e il Collegio Nuovo, fondato da una imprenditrice matematica. Al concorso di ammissione, un successone, soprattutto quando dichiara al commissario, prof. Gianni Gilardi, che il suo argomento a scelta è la trigonometria sferica, usata per la navigazione.
Sin da matricola Viviana coglie le opportunità offerte dal Collegio: le conferenze (di Astronomia sentirà parlare da Tullio Regge, proprio appena arrivata in Collegio!), ben due soggiorni per il Ferienkurs dell’Università di Heidelberg, partner del Nuovo, che le offrono i rudimenti di una lingua poi necessaria per il suo futuro. Inoltre è ammessa all’Istituto Universitario di Studi Superiori, dove sarà tra le prime diplomate della Scuola riconosciuta poi dal MIUR come Scuola a ordinamento speciale.

Tra le prime sfide


Mentre Viviana prepara la tesi, a Ferragosto il suo fidanzato riceve la conferma di un posto di PhD a Basilea; all’inizio di settembre Viviana va dal suo relatore e gli annuncia la sua intenzione di sposarsi alla fine del mese e poi partire subito con il marito. Ebbene: 26 settembre, laurea a pieni voi, 29 matrimonio, 30 trasferimento in Svizzera. Inizio ottobre: assunzione al primo colloquio di lavoro per un’azienda informatica.
Un inizio comunque molto difficile, segnato anche dalla mancanza dello studio quotidiano della matematica. La strategia allora è… iscriversi al dottorato in Biomatematica, considerando anche la difficoltà del “mercato accademico” a trovare una matematica che si metta a studiare Biologia; ma ad allargare gli orizzonti anche il Collegio ha aiutato. Nella sua navigazione svizzera, altro scoglio linguistico, dopo il tedesco: la lingua ufficiale nella ricerca scientifica all’Università di Basilea è l’inglese.
Dieci anni dopo il suo ingresso in Collegio anche l’Associazione Alumnae si ricorderà di lei, assegnandole uno dei primi Premi di Ricerca, in quanto prima firmataria (con il marito!) di una ricerca presentata alla European Conference on Mathematical and Theoretical Biology a Edimburgo.
Due anni prima di ottenere il titolo di Dottore di ricerca, nasce la primogenita.

Oggi


Un annuncio in bacheca in cui cercano un’insegnante al Liceo di Aarau, lo stesso in cui si diplomò Einstein, la porta a fare domanda. Viene assunta subito, a condizione di seguire due anni di Lehrdiplom. Altro periodo “tosto”: una bambina piccola, insegnamento in un’altra cittadina (quindi altro dialetto!) ed esami in parallelo. Ci riesce. E il prossimo obiettivo? Ci racconta: «La mia nuova (e ancora attuale) impresa sarà allargare la famiglia e riuscire a far combaciare tutto, vita famigliare e lavoro fuori sede: non sempre è facile l’organizzazione, si basa molto sul lavoro di team, con mio marito riusciamo sempre a fare gran cose insieme:-)» Ma, come sempre, Viviana ci riesce e nell’ultimo anno arriva anche Tania, la terza bimba dopo Dalia e Rossana.

Il suo consiglio


Avventurarsi: «Abbandonando il lavoro di programmatrice, lasciavo il certo per l’incerto, ma la posta in gioco era alta, la realizzazione della mia natura, della mia indole avventurosa e calcolatrice a un tempo.» (Nuovità, n. 18, 2007)


Katerina Politi, Biologia

Negli States, ma con molte Nuovine: «Una delle caratteristiche più belle di NY è di poter condividere queste splendide esperienze con numerose ospiti, tra cui alcune ex-allieve del Collegio Nuovo: ‘Shakespeare in the Park’ con Maria Paola Ferretti, la visita della città con la mia omonima Lucia Politi…» (Nuovità, n. 11).

Maturità alla Scuola Europea di Varese, Katerina, di origine italo-americana, compie i suoi 18 anni all’ingresso al Collegio Nuovo, nell’anno in cui si sigla l’accordo con l’Università di Heidelberg. Un accordo che marca il cammino sempre più internazionale dell’istituzione voluta dalla Fondatrice Sandra Bruni Mattei, che, nel creare il Nuovo, visitò anche molti campus statunitensi.
Tra le compagne d’anno, Katerina, iscritta a Biologia, troverà in Collegio un’altra studentessa italo-americana, di Medicina, Marina Vivarelli, con cui rimarrà in contatto anche in futuro, nonostante i destini geografici diversi. Affiatata soprattutto con una coppia di coscritte biologhe, la genovese Michela Bertero e la vogherese Giulia Campanini, decide comunque, il terzo anno di studio, di trascorrere un anno a Chapel Hill nella North Carolina, grazie a uno scambio tra Facoltà scientifiche di Università in Europa e USA.
Un anno denso di sfide accademiche, per lei che si trova ad orientarsi tra corsi per graduate e undergraduate, in quell’isola liberale di Chapel Hill in una Carolina tradizionalmente conservatrice. Un anno di confronti e condivisioni all’insegna della “diversity”, partecipando pure al programma Unitas.
Katerina vince subito dopo una Borsa di studio del Governo USA per un internato al National Cancer Institute di Bethesda: a Washington, dove si è quindi trasferita, condivide una casa con diversi studenti e in laboratorio si confronta con un ambiente internazionale, soprattutto di spagnoli, sudamericani e… italiani.

Tra le prime sfide


Ancora un trasferimento, tre anni prima del 2000: questa volta a New York, in parte finanziato da una borsa di studio del Governo USA, per un PhD in Genetica e Biologia dello Sviluppo alla Columbia University che segue alla laurea all’Università di Pavia. Tre anni dopo Katerina si sente una vera “New Yorker”: partecipa in modo attivo alla vita anche politica della città per favorire la candidatura a senatrice di Hillary Clinton (che lancerà una dozzina di anni dopo il progetto Women in Public Service Project, a cui ha partecipato dal 2013 pure il Collegio). Concorre… a corse di beneficenza a Central Park per raccogliere fondi a favore della ricerca scientifica (anche in compagnia della già ricordata Bertero in visita da lei!), frequenta la Nuovina Francesca Nespoli, scienziata politica impegnata in un Master alla Columbia (riceveranno proprio lo stesso giorno il diploma, come insieme accoglieranno, nel 1999, una delegazione pavese invitata dalla Italian Academy di Columbia, guidata dal Rettore dell’Università di Pavia Roberto Schmid, con la presenza anche della Rettrice Paola Bernardi). Entusiasmo e difficoltà contraddistinguono questo periodo, con un bilancio comunque positivo in un contesto aperto e innovativo dove, racconta, “l’unico limite è la propria immaginazione” (Nuovità n. 11).
Dopo il PhD ottiene un posto di Research Fellow al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York: la sua entusiasmante vita di laboratorio si concentra sulla ricerca in campo oncologico dove lavora con il Premio Nobel Harold Varmus. Diventa Senior Research Scientist l’anno in cui il Collegio compie il suo Trentennale, alle cui celebrazioni Katerina partecipa di persona e, prima ancora, collaborando alla pubblicazione Collegio Nuovo goes international curata dalla Rettrice e Saskia Avalle, che sarà sua ospite a New York l’anno di inaugurazione dell’accordo del Nuovo con il Barnard della Columbia. Nel frattempo Katerina si prepara a un duplice cambiamento, dopo il matrimonio con un americano…

Oggi


…In attesa del figlio, arriva la chiamata come Assistant Professor al Dipartimento di Patologia di Yale, in particolare al Yale Cancer Center: Katerina si trasferisce con tutta la famiglia e inizia la sua nuova avventura, affrontando pure periodi durissimi.
Come Principal Investigator (e Associate Professor) oggi dirige un laboratorio dove ricrea lo spirito affiatato della vita collegiale, di cui non si dimentica nelle relazioni anche a distanza, ad esempio con la sua “compagna di corsa” a Central Park, ora IDIBAPS Director of strategy a Barcellona, o l’altra Nuovina italo-americana, ora Nefrologa all’Ospedale Bambin Gesù… in Vaticano! E i risultati del suo team in termini di pubblicazioni, anche open access, come raccomandato dalla virologa Ilaria Capua, non mancano! In Collegio intanto, grazie anche alla nuova Presidente Anna Malacrida, biologa, si creano contatti con la stessa Università di Yale, attraverso l’ospitalità in Collegio della Prof. Serap Aksoj.
Grazie alla disponibilità e all’interessamento di Katerina, dal 2016 alcune studentesse hanno la possibilità di effettuare stage medici e di ricerca non solo presso il laboratorio da lei diretto, ma anche in altri centri di ricerca della Yale University.

Il suo consiglio


Avere il coraggio di rischiare e non arrendersi mai!


Marta Pedretti, Medicina e Chirurgia

«Ad occhi chiusi, incrociando le dita e con molta paura ho detto “andiamo e speriamo di cavarcela”.»

Dopo di Liceo Linguistico Gioia di Piacenza, Marta arriva a Pavia nel 1998 per iscriversi a Medicina. Grazie agli stimoli ricevuti dall’Università e dagli incontri culturali promossi dallo stesso Collegio, decide di intraprendere la strada della ricerca. Al quarto anno, con una borsa Erasmus, si trasferisce a Parigi, presso l’Université Pierre et Marie Curie e lavorando nel prestigioso ospedale La Pitié Salpetrière. Una scelta non solo di carattere accademico, ma anche personale, ammetterà.

Tra le prime sfide


Appassionata di equitazione, non si ferma davanti agli ostacoli: il percorso avventuroso che la porta ad anteporre matrimonio e figli alla carriera passa per Parigi, rientro a Pavia per la Laurea e ripartenza per Zurigo al seguito del marito fisico. A Zurigo Marta ottiene un posto al Politecnico Federale grazie anche ad una borsa post-lauream del Collegio, vince poi una grossa borsa di studio del Fondo Nazionale Svizzero (Marie Heim Voegtlin) e consegue il PhD in Scienze Farmaceutiche lavorando su anticorpi per la cura dei tumori. Si ferma come assistente presso l’ospedale di Zollikerberg (Zurigo), ma poi decide di tornare in Italia, ancora al seguito del marito fisico rientrato in Italia con il programma del rientro dei cervelli. La famiglia si stabilisce a Firenze, dove nascono il terzo e il quarto figlio, e dal 2012 Marta è Clinical Research Physician presso Menarini Ricerche.

Oggi


Dopo l’arrivo del quarto figlio, Marta si lancia in una nuova avventura professionale: pur continuando a vivere a Firenze,  la sua sede di lavoro diventa Siena, come Chief Medical Officer in una azienda farmaceutica. L’esperienza è breve: Marta decide di dedicarsi alla sua famiglia e di programmare con cura le future scelte professionali, tenendo conto di tutte le sue competenze medico-scientifiche, gestionali, linguistiche e culturali  cresciute in questi anni.

Il suo consiglio


«Un anno intero all’estero, la tesi di laurea realizzata in collaborazione con il gruppo di ricerca francese dove avevo lavorato e, soprattutto, i buoni rapporti mantenuti nel tempo sono state ottime credenziali. Per questo consiglio a tutte le Nuovine interessate a esperienze simili di non concepire l’Erasmus come un anno ‘di respiro’, ma di sfruttare al massimo questa opportunità.» (Nuovità, n. 18, 2007)


Camilla Irine Mura, Fisica

Anno di grazia, per me, il 2010! Un anno che, in meno di cinque mesi, mi ha visto prendere il volo per ben due viaggi intercontinentali, verso Dubai ad aprile e con rotta New York a luglio. Tutto questo grazie alla rete di contatti del Collegio Nuovo […]. Ripenso alle espressioni perplesse dei miei genitori quando avevo parlato loro dell’ipotesi di andare a vivere in Collegio pur abitando a venti chilometri da Pavia e alla soddisfazione che ora provano per avermi sostenuta in questa scelta (Nuovità n. 21-22).

Classificatasi tra i primi posti alle Olimpiadi della Fisica, conseguimento di Master in Arpa Celtica, Camilla partecipa al Progetto Orientamento del Collegio, godendosi un’anteprima della vita universitaria nella primavera del 2006. A settembre, il concorso: con ottime carte, tra cui 100 ed encomio al Liceo Scientifico di Broni, si mette in gioco per entrare al Collegio Nuovo e allo IUSS, come studentessa di Fisica all’Università di Pavia.
Le viene assegnato il posto gratuito dal Collegio, oltre al Premio IUSS per seguire i corsi della Classe di Scienze e Tecnologie. Dal primo anno non si perde occasione per seguire l’attività culturale promossa dal Collegio, non necessariamente del suo ambito: il suo primo articolo per Nuovità è sulla comunicazione politica, tema dell’incontro tenuto dal pubblicitario Pasquale Diaferia e dal filosofo Paolo Bellini.
Camilla è molto sensibile ai progetti di orientamento di cui aveva beneficiato: aderisce infatti a un gruppo coordinato dalla collega classicista, Pamela Morellini, per seguire le studentesse liceali (oltre una novantina!) prima del loro arrivo in Collegio e mantenere i contatti anche dopo.
Coglie inoltre, sin da matricola, le opportunità in ambito internazionale: un corso di lingua a Cambridge, all’allora New Hall (Murray Edwards); partecipazione a “Message in a bottle”, video contest copromosso dalla rete dei collegi europei EucA (con annessa visita alle istituzioni comunitarie a Bruxelles), ma il suo “anno di grazia” è il 2010, dopo la laurea di primo livello raggiunta con ottimi voti e tempismo.

Tra le prime sfide


In aprile infatti è selezionata dal Collegio per partecipare alla conferenza promossa dal Dubai Women’s College: nella metropoli emiratina si recherà con la collega di Giurisprudenza Giulia Risso, oltre che con la Coordinatrice dell’Attività Culturale del Collegio, Saskia Avalle, in visita come observer per l’organizzazione della Women’s Education Worldwide Student Conference del 2011.
In estate, ancora grazie al Collegio, punta verso il Barnard College – Columbia University, New York: può seguire alcuni corsi di Storia dell’Arte, visitando anche il Department of Scientific Research del Metropolitan Museum of Art di New York, diretto da un Alumnus dell’Università di Pavia, Marco Leona. Sì perché Camilla aveva trovato, per la sua tesi triennale, il modo di unire i suoi interessi artistici e scientifici.
Tanto che sempre in quell’ “anno di grazia” 2010 aveva pure partecipato al Congresso “Youth in Conservation of Cultural Heritage” (Palermo) presentando, come terza firmataria, un poster sugli affreschi della Cappella del Collegio Castiglioni (a Pavia). E con questo si era aggiudicata pure il Premio di Ricerca dell’Associazione Alumnae del Collegio, che l’anno successivo la insignirà anche del Premio riservato alle laureande magistrali.
Una notizia che arriva mentre si trova alla San Diego State University, per un semestre grazie all’International Student Exchange Program della nostra Università.

Oggi


Camilla si laurea in Fisica a pieni voti e si diploma allo IUSS. In Fisica. Poi, succede qualcosa: «Sarà per la bonaria ostilità che aleggia tra i dipartimenti scientifici nei suoi vari gradi di purezza, sarà per l’amore per le distinzioni e la precisione che caratterizza il mondo della tecnica, ma per molti fisici non c’è peggiore insulto che essere definiti ingegneri e, ovviamente, viceversa. È stato quindi per me fonte di gravi crisi esistenziali l’essermi trasformata nell’arco di pochi mesi dalla laurea da Fisica della Materia a Characterization Engineer presso l’STMicroelectronics s.r.l.». Tutto questo succede grazie anche alla sua Alma Mater: due preziose ore trascorse alla giornata di orientamento “Porte Aperte alle Imprese” e il dado è tratto. Una fisica, che ama l’arpa celtica, le danze popolari, gli affreschi, i microscopi, i fumetti manga, diventa ingegnere dell’industria.

Il suo consiglio


«Dopo più di un anno nei panni della Characterization Engineer ho imparato a rivendicare la mia identità di fisica e a sfruttarla per offrire un punto di vista diverso nell’affrontare i problemi, ma al contempo ho fatto mia l’arte ingegneristica del costruire con i mezzi a disposizione, siano essi materiali o concettuali, soluzioni a volte improvvisate ma comunque efficaci alle piccole e grandi emergenze di ogni giorno. Facendo un bilancio degli ultimi mesi posso dire di aver trovato, grazie sicuramente a una buona dose di fortuna, un lavoro stimolante, mai ripetitivo, che offre spunti per imparare cose nuove ogni giorno e che mi porta a collaborare con moltissime persone all’interno dell’azienda, poco male se per questo spesso mi sento chiedere: “Ma tu dove hai studiato Ingegneria?”. Per dirla tutta questo tipo di rivalità tra Facoltà ha ben poco senso, anche perché quando si ha una laurea in mano non si è certo finito di imparare, proprio per questo è necessario che le aziende siano disposte a rischiare puntando sui giovani, ingegneri e non, e investendo sulla loro formazione sul lungo termine. Esistono in Italia aziende di questo tipo? Io ne ho avuto la prova. Forse sono poche, ma con un po’ di fortuna si possono scovare, oppure possono essere loro a scovare i neolaureati in crisi di identità». (Nuovità, n. 24).


Chiara Macchiavello, Fisica

Il primo impatto con la realtà straniera è stato mitigato da una certa somiglianza di Oxford con Pavia: le dimensioni della città, il suo carattere prettamente universitario, l’organizzazione accademica centrata sui collegi mi hanno subito ricordato un’atmosfera familiare che all’inizio mi ha aiutato a sentirmi meno spaesata. (Nuovità n. 7, 1996)

Con Matematica e Fisica agli orali per l’esame di concorso, Chiara, genovese di nascita, scuole superiori a Monza, si presenta per un posto al Collegio Nuovo nell’anno in cui è Visiting Professor per la prima volta Chen Chenjia, venuta da Pechino per collaborare a un progetto di ricerca con il Dipartimento di Fisica dell’Università di Pavia. Una collaborazione, in particolare con il Prof. Angiolino Stella (futuro Rettore dell’Ateneo), sulle proprietà ottiche dei semiconduttori. Dei suoi ben cinque soggiorni in Collegio, Chen Chenjia scriverà anni dopo: «And I also met several girls who came from different places in Italy: they told me interesting stories about Italian culture and we had a good time in Pavia. So if I visit Italy again, I would choose to stay in Collegio Nuovo first». In Collegio Chiara coglie tutte le opportunità in ambito internazionale che già in quegli anni l’istituzione fondata da una matematica aperta al mondo, Sandra Bruni Mattei, offriva. Così, tra un esame e l’altro, passato con brillanti risultati, Chiara fa domanda per borse di studio per soggiorni di studio in Inghilterra e Scozia, dove frequenta scuole di lingua inglese. La laurea arriva a pieni voti nel luglio del 1991, con il Prof. Sigfrido Boffi (futuro Presidente del Collegio Santa Caterina da Siena).

Tra le prime sfide


Dal 1987, anno di nascita del Programma Erasmus, il Collegio Nuovo, aveva iniziato a offrire borse di studio alle sue Alunne anche per periodi di perfezionamento post-laurea all’estero. Chiara coglie pure questa opportunità nel 1995 quando, grazie al Prof. Giacomo D’Ariano con cui prepara la tesi di dottorato, viene invitata dal collega di Oxford, Prof. Artur Ekert. Le difficoltà dell’inizio, dovute all’orientamento della ricerca su argomenti di carattere più teorico, in particolare di crittografia e computazione quantistica, sono ampiamente ripagate nel corso dei mesi di permanenza al Clarendon Laboratory di Oxford, dove Chiara si inserisce in settori di ricerca di punta e incontra scienziati di fama internazionale.
L’anno successivo ottiene anche la borsa europea Marie Curie  per proseguire  il suo lavoro di ricerca a Oxford. Decide poi di rientrare a Pavia, dove vince una borsa post-doc nell’anno in cui il suo Collegio festeggia il Ventennale della fondazione.
In Collegio contribuisce a organizzare e partecipa, con il Prof. D’Ariano, a un ciclo di lezioni aperte al pubblico dal titolo “Nuove frontiere della Fisica”: con loro, oltre a colleghi pavesi come Attilio Rigamonti e Adalberto Piazzoli, illustri docenti da Roma (Francesco De Martini) e Padova (l’astronomo Cesare Barbieri, grazie anche all’interessamento dell’Alumna Magda Arnaboldi), nonché Ugo Amaldi, Presidente della Fondazione TERA (che poi sarà alla base del celeberrimo centro adroterapico CNAO di Pavia). Lo stesso anno (1998) Chiara entra stabilmente come Ricercatore nel Dipartimento di Fisica di Pavia. Con il nuovo millennio, si sposa.

Oggi


Nel 2006 Chiara è insignita del Premio dell’Accademia Nazionale dei Lincei “Maria Teresa Messori Roncaglia e Eugenio Mari” per i risultati ottenuti nelle sue ricerche in ambito di teoria quantistica dell’informazione, calcolo quantistico e comunicazione quantistica.
L’anno dopo è Professore Associato a Pavia (e dà alla luce il secondo dei suoi figli). Nel 2013 arriva anche l’Abilitazione scientifica nazionale in “Fisica Teorica delle Interazioni Fondamentali” oltre che in “Fisica Teorica della Materia”. In tutto questo tempo Chiara si mette anche a disposizione dell’Associazione Alumnae del Collegio, sia come Revisore dei Conti, sia come mentore per le studentesse e, per il Collegio, come membro della Commissione di Concorso per l’ammissione delle nuove studentesse. Tra cui, magari, qualcuno che percorrerà in parte la sua strada che recentemente la ha portata anche a esser nominata Ordinario nel Dipartimento di Fisica della nostra Università.

Il suo consiglio


Lo prendiamo da una testimonianza di una studentessa di Fisica, Maria C. Corda, che così racconta l’incontro in Collegio con Anna Grassellino, condotto proprio da Chiara Macchiavello: «”Unire e entusiasmare” sono il mantra di Grassellino e di Macchiavello, e di qualsiasi scienziato che abbia a cuore la sua missione, e io non posso che ammirare profondamente questa visione. Quel che più mi sta a cuore e che voglio portare con me da quest’incontro – e spero possa essere di ispirazione per chi, come me, ha ancora tanto da imparare e guarda con grande stima queste due grandi scienziate – infine, è proprio la volontà di spingersi oltre, superare i “confini” e esser disposti a rinunciare ai modelli più intuitivi, se necessario, per abbracciare quelli più bizzarri, più incerti, quali quelli della Fisica dei quanti, della monetina in volo, il tutto finalizzato alla vita, all’“afferrare con l’intelletto”, al “seguir virtute e canoscenza”.» (Nuovità n. 32)


Annalisa Giovannini, Biologia

Fra i vetrini e i microscopi si respira un’atmosfera internazionale, mi sento come il primo anno al Collegio Nuovo, quando ero una giovane matricola di Biologia e facevo la conoscenza di studentesse italiane e straniere (Svenia, Sarah, Jessica, Anna-Rosa, Faten… ) accomunate da una passione e da tanta voglia di studiare. (Nuovità n. 21)

Dalla Riviera dei Fiori, Annalisa arriva a Pavia e vince un posto al Collegio Nuovo iscrivendosi a Biologia: vi è ammessa nell’anno (1986) in cui c’è pure una matricola in Scienze Naturali dal Belgio. L’ultimo suo anno di Collegio sarà ospite una studentessa dal King’s College di Cambridge. Una anticipazione del futuro di Annalisa, che, per il post-laurea, riceverà una borsa dal Collegio Nuovo per il King’s College di Londra.
Non mancano gli stimoli in Collegio per le studentesse di area biologica, dal divulgatore Piero Angela all’etologo Danilo Mainardi sino all’ecologo Lawrence Slobodkin, ospiti per conferenze aperte al pubblico. Al tavolo della colazione poi non manca quasi mai la futura Presidente della Fondazione che inquadra il Collegio, la biologa Anna Malacrida, che qualche anno dopo avrebbe conquistato la copertina di “Science”!
Il “mito” per Annalisa è un altro nome legato a Pavia: Eva Mameli Calvino, laureata dell’Alma Mater e prima donna in Italia a ottenere la libera docenza in Botanica (nel 1915). Una figura storica di scienziata, trasferitasi poi da Cuba, dove era andata con il marito agronomo (dando anche i natali allo scrittore Italo Calvino), a Sanremo. Qui lavorò alla Stazione sperimentale di floricoltura. Con Eva Mameli Calvino Annalisa non sa ancora di condividere un futuro, non tanto lontano.

Tra le prime sfide


Al terzo anno Annalisa inizia a frequentare il laboratorio del Prof. Francesco Sala, illustre propugnatore degli OGM, di cui parlerà anche in Collegio. Con lui si laurea a pieni voti nel luglio del 1990 e lascia quindi il Collegio regalando un bel Ginko Biloba per il giardino! A settembre è già impegnata in un tirocinio nel Dipartimento di Biologia vegetale dell’Università di Torino. L’anno successivo presenta il suo primo poster come prima firmataria al Congresso della Società Botanica Italiana.
Poi, grazie alla borsa del Collegio, va a Londra, per tre mesi come research visitor nel laboratorio del biotecnologo vegetale Dr. Barry Charlwood che la invita a fermarsi per un PhD. Annalisa si è distinta per il suo lavoro di ricerca, di supporto al team aiutando una collega brasiliana che stava studiando una pianta utilizzata nella lotta contro il tumore.
Annalisa lotta per il suo futuro in Italia: consegue l’abilitazione all’esercizio di Biologo e nel 1997 arriva a partecipare alla prima esperienza italiana, autorizzata dal Ministero per la Sanità, di piante ornamentali transgeniche portate fino al pieno campo, fuori dal laboratorio.
Dopo il Diploma di Specializzazione in Biotecnologie Vegetali, conseguito all’Università di Pisa, con una tesi sperimentale su Osteospermum ecklonis, nel 2011 ottiene anche il Diploma di Dottorato di Ricerca in Botanica Applicata all’Agricoltura e all’Ambiente, rilasciato dall’Università di Genova, con una tesi sulla conservazione e valorizzazione di specie endemiche rare della Liguria di Ponente.

Oggi


Sposata, due figli (da piccoli, campioni di scacchi!), Annalisa è dal 1996 Ricercatrice per il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), nell’Unità di ricerca per la Floricoltura e le Specie Ornamentali. Dove? A Sanremo, come il suo mito, Eva.
Con l’Università di Pavia mantiene rapporti professionali, testimoniati anche da progetti come Mutaflor per il miglioramento genetico di varietà commerciali di specie ornamentali, finanziato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. E’ socia ordinaria della Società Botanica Italiana dal 2004 e fa parte del gruppo di lavoro Biotecnologie e Differenziamento. All’Università di Genova è docente a contratto di Genetica per il Corso di Laurea in Scienze Naturali. Del Collegio Nuovo, con lei a Sanremo nella medesima Unità di ricerca, anche un’altra Alumna biologa, Laura De Benedetti. A Sanremo dal 2007 è responsabile della collezione di Passiflore del CREA, nell’ambito del progetto per l’Implementazione del Trattato Internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura (RGV/FAO) ed ha ottenuto ibridi interspecifici di Passiflora con nuove caratteristiche ornamentali. Ha partecipato al 110 Congresso della Società Botanica Italiana (Pavia, 2015) con due lavori scientifici sulle orchidee.

Il suo consiglio


Partire, per aggiornarsi, anche molto dopo la laurea: «La mamma di due splendidi bambini, Matteo di dodici e Francesca di otto anni, la moglie di Marco Passino, la ricercatrice del CRA-FSO […] lascia i suoi molteplici ruoli di donna lavoratrice e parte, come una ritrovata studentessa, per svolgere il suo stage all’Università di Paris-Sud, “Équipe de recherche Biodiversité, Systématique et Evolution” […] riporto in Italia una valigia piena di entusiasmo per i risultati scientifici ottenuti e per aver incontrato nuovamente nella mia vita tante care persone con la passione per lo studio e la ricerca». (Nuovità, n. 21).