Cancel culture. Il caso dei classici

«L’idea alla base della cancel culture è […] la puerile pretesa di rimuovere tutto ciò che non si conforma, in ogni suo aspetto e manifestazione, ai valori e ai modelli del presente, pagando il pedaggio a una dittatura dell’oggi assunto a letto di Procuste sul quale misurare – e se del caso, cioè quasi sempre, amputare – tutta la cultura del passato»

(M. Lentano, Classici alla gogna. I Romani, il razzismo e la cancel culture Salerno 2022)

 

Si terrà lunedì 22 aprile 2024 (ore 21) la terza edizione della Lecture intitolata al Prof. Emilio Gabba, con cui il Collegio Nuovo continua a onorare la figura dell’illustre Professore di Storia Romana, Accademico dei Lincei – autorevole Consigliere del Collegio sin dal 1981.

Per oltre vent’anni il Professore ha offerto alle studentesse del Nuovo, oltre che al pubblico dei suoi estimatori (non solo letterati e storici), lezioni in cui teneva a legare i temi del passato alla contemporaneità, offrendo nuove prospettive sul mondo classico.

In questa edizione della Lecture si passa a un tema che mette fortemente in discussione la stessa cultura classica, al punto di arrivare a metterla all’indice: la cancel culture.

Ce ne parlerà il prof. Mario Lentano, latinista, membro del Centro di Antropologia e mondo antico dell’Università di Siena fondato e diretto da Maurizio Bettini, relatore della passata edizione della Lecture. Lo farà a partire dal suo eloquente saggio-pamphlet Classici alla gogna. I Romani, il razzismo e la cancel culture (Salerno 2022), dichiaratamente un’opera di militanza come si intende sin dalla stessa prefazione dell’autore che così giustifica la collocazione della sua opera nella collana Aculei diretta da Alessandro Barbero.

A conversare con Mario Lentano, l’autore di un libro altrettanto eloquente nel titolo (La cancel culture nel discorso geopolitico contemporaneo, Edicusano 2023), con uno sguardo attento che abbraccia il tempo – dagli Egizi a Black Lives Matter – e lo spazio – dalle tormentate regioni ancora in conflitto sino allo spazio digitale dove si consumano guerre culturali: Guido Bosticco, giornalista e studioso del linguaggio e del suo rapporto con il potere. Oltre a collaborare con l’Università di Pavia, Guido Bosticco è membro del Comitato Etico della Fondazione Umberto Veronesi e co-direttore della Vittorio Dan Segre Foundation, una istituzione che ha come obiettivo la promozione della cultura della convivenza tra identità diverse.

L’incontro si tiene  in presenza (Aula Magna del Collegio Nuovo, v. Abbiategrasso 404, Pavia) e in remoto. È obbligatoria la registrazione entro il 21 aprile per la partecipazione in presenza; entro il 22 aprile, ore 18.30 per chi desidera collegarsi da remoto. L’evento è trasmesso anche in diretta Facebook su @collegionuovopavia.

L’iniziativa rientra, su conferma eventuale del singolo Collegio interessato membro della CCUM, nelle attività formative riconosciute. L’incontro è accreditato per gli allievi IUSS nell’ambito delle attività Extra-Classe dei Corsi ordinari.


Conquistarsi il diritto di scrivere

«“Ma lo sai cosa vuol dire scrivere?” […] “No, e allora te lo dico io. Significa tornare lì, al punto esatto del dolore, al punto esatto dei denti che ti lacerano, in quel dolore che diventa eterno perché, per raccontarlo, deve eternarsi in ogni attimo su cui ti soffermi, in ogni parola che scegli, perché le parole sono spesso sbagliate, non rendono, non sono abbastanza evocative, e tu stai lì, nel dolore, per raccontare il dolore, per dirlo con una parola che non è mai quella giusta, si avvicina, ma non è quella giusta”»

(T. Ranno, Avevo un fuoco dentro. Storia di un dolore che non si può dire Mondadori 2024)

Martedì 16 aprile 2024, alle 21, arriva per la prima volta al Collegio Nuovo la scrittrice Tea Ranno, con un romanzo – memoir che parte da una esperienza personale per arrivare a sensibilizzare su un tema di salute femminile molto sottovalutato. Si tratta di un racconto – importante – che porta alla luce il dolore indicibile di una malattia cronica, subdola e diagnosticata con difficoltà, l’endometriosi.

C’è non poco altro che si intreccia con questo dolore che in Avevo un fuoco dentro Tea Ranno ha provato a “dire”, far uscire dalle pagine appena pubblicate da Mondadori.

I lettori troveranno anche una interessante narrazione della nascita di una scrittrice che, con determinazione e tanto lavoro, ha saputo conquistarsi un suo pubblico di affezionati.

A condurre l’incontro Anna Modena, già docente di Letteratura contemporanea (Università di Pavia).

L’incontro si tiene  in presenza (Aula Magna del Collegio Nuovo, v. Abbiategrasso 404, Pavia) e in remoto. È obbligatoria la registrazione entro il 15 aprile per la partecipazione in presenza; entro il 16 aprile, ore 18.30 per chi desidera collegarsi da remoto. L’evento è trasmesso anche in diretta Facebook su @collegionuovopavia.

L’iniziativa rientra, su conferma eventuale del singolo Collegio interessato membro della CCUM, nelle attività formative riconosciute. L’incontro è accreditato per gli allievi IUSS nell’ambito delle attività Extra-Classe dei Corsi ordinari.


La donna della bomba atomica

«Ero la migliore, sapevo di esserlo e sapevo di doverlo dimostrare ogni minuto. […] Lavorare in un posto del genere voleva dire essere messa su un asse orizzontale di gerarchia, c’era la possibilità di emergere grazie al proprio talento. Il massimo a cui io potessi aspirare, in quanto donna. Comunque, c’era sempre qualcuno che me lo ricordava, il fatto di essere donna. […] In realtà ero la migliore delle donne e degli uomini possibili, in quel momento.»

(da G. Greison La donna della bomba atomica. Storia dimenticata di Leona Woods, la fisica che lavorò con Oppenheimer, Mondadori 2024)

 

Martedì 19 marzo 2024, alle 21, al Collegio Nuovo – Fondazione Sandra e Enea Mattei di Pavia, va in scena la Fisica, con una storia non più dimenticata grazie alla scrittrice, attrice, divulgatrice scientifica, di formazione fisica nucleare, Gabriella Greison.

Si tratta di uno spettacolo tratto dal suo ultimo libro La donna della bomba atomica. Storia dimenticata di Leona Woods, la fisica che lavorò con Oppenheimer (Mondadori 2024): si proporrà una versione ridotta rispetto a quella al momento in tournée, per consentire anche un breve spazio a un dialogo con il pubblico in sala.

Gabriella Greison stessa, infatti, costituisce una storia da raccontare, quella che la ha portata alla definizione “rockstar della fisica”, per la sua intensa opera di divulgazione su diversi media, dalla televisione alla radio, da podcast a libri (ricordiamo solo, per rimanere in un tema che le sta a cuore, Sei donne che hanno cambiato il mondo Boringhieri, 2017).

Visitate: https://greisonanatomy.com/

 

L’incontro si tiene solo in presenza (Aula Magna del Collegio Nuovo, v. Abbiategrasso 404, Pavia). È obbligatoria la registrazione entro il 14 marzo; il 15 marzo saranno inviate le mail per la eventuale conferma del posto.

L’iniziativa rientra, su conferma eventuale del singolo Collegio interessato membro della CCUM, nelle attività formative riconosciute. L’incontro è accreditato per gli allievi IUSS nell’ambito delle attività Extra-Classe dei Corsi ordinari.


Cinema e moda. Vestire il grande schermo

«Di libri che trattano di cinema e moda ne conosciamo molti. Ma il vostro spicca per originalità. Come è nata l’idea?
“Ho sempre adorato questo sottogenere, da quando ho visto ‘Funny Face’ (‘Cenerentola a Parigi’). Ho coltivato questa magnifica ossessione per molti anni, e in America si è cementata ancora di più, grazie anche a molte mostre che ho visto, come quella sul grandioso costumista Adrian del Metropolitan Museum del 2002. Ho scritto molti articoli su Tony Duquette, un visionario incredibile. Unendo sempre più tutte queste passioni, sono voluta andare più a fondo, in questa ossessione. L’incontro, due anni fa, con Sara Martin è stato magico: riconoscere le nostre comuni ossessioni è stata la scintilla per fa nascere questo libro
(
intervista a Grazia d’Annunzio di Federico Rocca, per “Vanity Fair”, 23 novembre 2023)».

Torna al Collegio Nuovo la giornalista di moda, prima direttrice di “Glamour” e già vice direttore di “Vogue Italia”, Grazia d’Annunzio, oggi docente alla Statale di Milano: con lei, per la prima volta al Nuovo, Sara Martin, professoressa associata all’Università di Parma, studiosa dei rapporti tra il cinema e le altre arti, in particolare attenta agli aspetti di costume e scenografia.

L’occasione nasce dal loro volume Ciak, si sfila – I défilé di moda in trenta film (Postmedia Books 2023) con cui si celebra la felice e lunga liaison tra la moda e il cinema, attraverso la lente di un “sottogenere”, quella delle sfilate riprese sul grande schermo.

A partire da “La regina della moda” (titolo originale: “The dressmaker from Paris”), film muto del 1925 che segna il debutto di Travis Banton, uno dei costumisti più importanti di Hollywood (legato a star come Marlène Dietrich), si arriva ai più recenti e iconici “Il diavolo veste Prada” -indimenticabile Meryl Streep nelle vesti di Anna Wintour, mitica direttrice di “Vogue” – e “La signora Harris va a Parigi” (ricostruzione dell’atelier di Christian Dior), passando pure per film di Michelangelo Antonioni e Federico Fellini.

A condurre l’incontro Lorenzo Donghi, docente di “Storia e linguaggio del Cinema” all’Università di Pavia, dove tiene anche l’insegnamento di “Cinema espanso”, con l’obiettivo di approfondire le modalità artistiche di impiego delle immagini in movimento in contesti non strettamente cinematografici (oltre a musei, archivi, concerti, pure sfilate di moda, e in genere spazi domestici e pubblici).

In presenza e on line, accreditato per la comunità collegiale del Nuovo, per i collegiali della CCUM e accreditato per gli allievi IUSS nell’ambito delle attività Extra-Classe dei Corsi ordinari.


Israele e Palestina: niente più come prima

«È troppo semplice descrivere Hamas come una “organizzazione terroristica”. È un movimento nazionalista religioso che ricorre al terrorismo – così come il movimento sionista fece durante la lotta per la creazione dello stato – nella convinzione sbagliata che quello sia l’unico modo per far terminare una occupazione repressiva e che avrebbe restituito uno stato palestinese».(Henry Siegman, già Presidente dell’American Jewish Congress, in “London Review of Books”, vol. 31, n. 2, 29 gennaio 2009, cit. in P. Caridi, Hamas. Dalla resistenza al regime, Feltrinelli 2023)

Lunedì 22 gennaio 2024, alle 21, con Paola Caridi, giornalista e studiosa del mondo arabo, si partirà dalla cronaca per tracciare la storia di Hamas (letteralmente “Movimento islamico di resistenza”), tra i principali attori degli ultimi quarant’anni di storia mediorientale; una storia fatta di combattimenti e di tregue, che vede contrapposti Israele e mondo arabo, ma anche fazioni in lotta tra di loro. Il conflitto coinvolge inoltre un gran numero di attori internazionali: Egitto, Siria, Libano, Giordania ma anche Turchia, Iran, Arabia Saudita e Qatar e naturalmente Stati Uniti, Europa e Russia. Anche all’interno di regioni “omogenee”, inoltre, si registrano posizioni diverse: se l’Unione Europea ha classificato Hamas come “organizzazione terroristica”, altri, come la Norvegia, distinguono tra l’ala militare e quella politica del movimento.

A condurre l’incontro sarà Francesco Mazzucotelli, neo coordinatore di “Molte Fedi (sotto lo stesso cielo)”, una rassegna culturale promossa da oltre tre lustri dalle Acli di Bergamo. All’Università di Pavia è docente di “Storia della Turchia e del Vicino Oriente”, insegnamento promosso dal Collegio Nuovo.

In presenza e on line, accreditato per la comunità collegiale del Nuovo, per i collegiali della CCUM e accreditato per gli allievi IUSS nell’ambito delle attività Extra-Classe dei Corsi ordinari.


Raccontare l'arte, la cultura, la storia

«Tutto è interessante se approfondisci l’argomento. La superficie è noia».

(Didi Gnocchi, intervistata per “ExibArt” da Cesare Biasini Selvaggi, 14 marzo 2022)

Mercoledì 6 dicembre, alle 21, il Collegio che ha accolto in passato personalità come Liliana Cavani e Gae Aulenti, ospita in un incontro pubblico chi le ha anche raccontate: Didi Gnocchi.

Appassionata di storia, nata come giornalista (per “La Provincia pavese”), poi, per la televisione, inviata Mediaset a raccontare, fra l’altro, in Germania la caduta del Muro e il neonazismo e, in Unione Sovietica, la fine del comunismo e il dopo Chernobyl, Didi Gnocchi diventa imprenditrice e regista. Da oltre vent’anni Didi Gnocchi è CEO di 3D Produzioni, società da lei fondata, specializzata in documentari e format per raccontare l’arte, la storia e la cultura.

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Afghanistan. Una storia dimenticata, un Paese tradito?

Il Collegio Nuovo – Fondazione Sandra e Enea Mattei di Pavia accoglie nella sua Aula Magna (oltre che su Zoom e in diretta Facebook), un’ospite di eccezione: la Principessa Soraya Malek d’Afghanistan, figlia della Principessa India, scomparsa il mese scorso, e nipote del Re Amānullāh Khan e della Regina Soraya Tarzi, figure che per la loro apertura liberale sin dall’indipendenza del Paese dall’Impero britannico (1919) furono poi osteggiate da forze conservatrici al punto da dover prendere la strada dell’esilio in Italia solo una decina di anni dopo.

Per dare una idea della spinta innovatrice del Re Amānullāh Khan – influenzato anche dal suocero Mahmud Tarzi, politico sostenitore del ruolo riformatore di Atatürk in Turchia, poeta e grande viaggiatore anche in Europa –  il Re non solo promulgò la prima Costituzione, ma favorì cruciali riforme nel campo della formazione scolastica e della emancipazione delle donne.

In presenza e on line, accreditato per la comunità collegiale del Nuovo, per i collegiali della CCUM e gli allievi IUSS nell’ambito delle attività Extra-Classe dei Corsi ordinari.


Arte e Chimica

Torna nell’Aula Magna del Collegio Nuovo (e su Zoom e in diretta Facebook), il prof. Luigi Fabbrizzi, Professore emerito di Chimica dell’Università di Pavia, con una lezione che ci porta nel mondo dei colori, in particolare nel blu… anche quello dipinto di blu:

“La pittura nasce con la scoperta dei pigmenti, minerali intensamente colorati, che macinati e impastati con grassi animali, chiara d’uovo altri fluidi, venivano applicati su supporti piani, dalle pareti di una grotta o di un tempio, via via fino a tavole o tele incorniciate – ci racconta, e spiega: “Le pitture rupestri di 30-40mila anni fa, raffiguranti in maniera realistica gli animali oggetto di caccia, sono tutte in giallo, rosso e nero, perché colori ottenuti da pigmenti facilmente disponibili (ocre gialla e rossa e carbone). Lo sviluppo della pittura è stato condizionato dal reperimento in natura di nuovi pigmenti colorati o dalla loro sintesi, spesso casuale, per reazione di ossidi e sali metallici in fornace”.

E quando è apparso allora il blu? Scopritelo nella Presentazione qui sotto.

In presenza e on line, accreditato per la comunità collegiale del Nuovo, per i collegiali della CCUM e gli allievi IUSS nell’ambito delle attività Extra-Classe dei Corsi ordinari.


Sandra Bruni Mattei Lecture

Per la Lecture intitolata alla Fondatrice del Collegio, torna al Nuovo l’Alumna Piera Molinelli, Pro-Rettrice vicaria dell’Università di Bergamo, sociolinguista, docente di Linguistica presso il medesimo Ateneo, dove ha ricoperto cariche anche per i programmi di orientamento.
Ci parlerà di “inclusione”, in un incontro condotto dalla prof. Anna Rita Calabrò, sociologa, già direttrice del “Centro interdipartimentale di Studi su Migrazione e Riconoscimento, Genere e Diversità (MERGED) dell’Università di Pavia.
La prospettiva dell’incontro sarà non solo quella linguistica, tanto dibattuta in una società a forte impatto migratorio e in diverse sensibilità che si riconoscono tra asterischi, schwa e declinazioni, in acrobazie linguistiche tra eufemismi, politicamente corretto e ricerca di termini che attraverso l’esattezza definiscano più che escludere: lo stesso termine “inclusione” si presterà a qualche riflessione.

In presenza e on line, accreditato per la comunità collegiale del Nuovo, per i collegiali della CCUM e gli allievi IUSS nell’ambito delle attività Extra-Classe dei Corsi ordinari.