LA VOCE DELLE CAPITANE SPORTIVE
Il Torneo sportivo Intercollegiale è, ogni anno, uno degli appuntamenti più attesi dalla comunità collegiale pavese. Non si tratta soltanto di una competizione sportiva: è un evento che ci impegna e ci appassiona per mesi, un’occasione per coltivare le nostre passioni o, per chi parte da zero, per scoprirne di nuove. Ma ciò che rende davvero speciale il Torneo non sono solo le partite, bensì il tifo che le accompagna. Sentire i cori, vedere il nostro Collegio schierato a sostenere le squadre, percepire la carica che arriva dagli spalti è qualcosa di difficile da descrivere a parole. È il momento in cui ci si sente parte di qualcosa di più grande, uniti da uno stesso obiettivo.
Per noi del Collegio Nuovo, il torneo di quest’anno è stata una sorpresa che ha superato ogni aspettativa. Il secondo posto generale delle nostre ragazze è stato il premio più grande, soprattutto dopo un anno tutt’altro che semplice. I risultati parlano chiaro: primo posto in atletica, secondo posto in basket e pallavolo, terzo posto in dragon boat e basket 3×3, quarto posto in beach volley e calcio. Siamo salite sul podio in quasi tutte le discipline, portando a casa ben 7 coppe: un risultato che ci riempie di orgoglio e che testimonia il lavoro e la determinazione di tutte le squadre.
Per noi capitane, è stato un anno di impegno, emozioni e soddisfazioni: l’orgoglio per la squadra e la gratitudine per il tifo non sono mai venuti meno. La voglia di combattere per il “coppone” è stata la nostra costante motivazione e, anche se quest’anno l’abbiamo perso per un soffio, questo ci dà ancora più carica per il futuro. Sappiamo di avere un grande potenziale e siamo certe che nei prossimi anni le soddisfazioni saranno ancora maggiori.
Di seguito, le voci delle nostre Capitane per raccontare da vicino l’esperienza di ogni disciplina:

Sono molto soddisfatta del nostro risultato a Dragonboat quest’anno, il terzo posto è sicuramente meritato, ma sono sicura che possiamo sempre migliorare! Personalmente, non solo da capitana, è lo sport che mi sta più a cuore e nonostante servano responsabilità e disciplina per l’impegno preso, sono molto felice di aver avuto questo incarico dalla ex Capitana e Nuovina Gaia Langella. Come sappiamo, il Dragonboat è uno sport di coesione non solo tra Nuovine ma include i collegiali Fraccarotti, con i quali abbiamo creato un solido legame quest’anno, tra allenamenti e pizzate di gruppo. Lo sport è anche rete relazionale! La giornata della gara è sempre piena di grande suspence e aspettative; la soddisfazione di vedere la tifoseria più numerosa tra tutti i Collegi presenti formata dall’armata Nuovina in via Milazzo, nonostante il caldo torrido, non ha eguali; sono grata di ciò. Sono molto fiera della squadra per come ha reagito e sostenuto le fatiche della gara, e per aver festeggiato il nostro traguardo: lo auguro anche per il futuro. – Desirée Vitalini, Capitana di Dragonboat
Sono estremamente orgogliosa del percorso che abbiamo fatto come squadra: se all’inizio del Torneo Intercollegiale mi avessero detto che saremmo arrivate in finale, avrei stentato a crederci! Era da anni che non riuscivamo a superare i quarti di finale, invece, quest’anno, grazie soprattutto a dei super allenatori, siamo partite dai fondamentali fino ad arrivare a eseguire degli elaborati schemi di gioco. Quello che mi rende più soddisfatta è che siamo diventate una squadra molto unita e affiatata e che siamo cresciute tutte insieme, senza lasciare nessuna indietro. Abbiamo affrontato tutte le partite con grinta ed entusiasmo, grazie soprattutto alla carica dataci dalla nostra tifoseria. Oltre agli allenamenti, ci sono state diverse occasioni di divertimento e di convivialità anche al di fuori del campo e questo ha permesso di rafforzare ancora di più la coesione della squadra. Non potevo chiedere di meglio che concludere la mia “carriera” cestistica nell’Intercollegiale con un secondo posto nel torneo di basket e un terzo posto in quello di basket 3×3. Ora passo la fascia a Ilaria Maccioni che sono sicura saprà guidare la squadra e farla crescere ancora! – Sofia Fini, Capitana di Basket
“Diventare Capitano d’atletica della squadra di quest’anno è stata una sorpresa per me. Era una certa responsabilità visto anche le belle prestazioni sportive in basket e in pallavolo; tuttavia, con il supporto delle mie compagne di squadra e di Collegio l’onere è diventato entusiasmo e voglia di vincere. La sorpresa più grande è stata vedere ragazze provenienti da sport più disparati mettersi in gioco e provare a concorrere nelle varie discipline dell’atletica, anche se per un giorno solo. Maggio è un periodo impegnativo sia a livello sportivo che collegiale quindi, tra infortuni e impegni di varia natura, siamo passate dalla paura di non riuscire a trovare abbastanza componenti della squadra all’alzare la coppa sul punto più alto del podio, dimostrando che il lavoro di squadra vale molto di più di tanti primi posti individuali e personalmente penso che questo riassuma alla perfezione lo spirito collegiale. È stata una giornata memorabile e sono fiera di tutte le componenti della squadra e di tutte quelle che ci sono venute a sostenere: tornassi indietro non esiterei un secondo a riaccettare questo impegnativo ma allo stesso tempo gratificante ruolo. – Silvia Malinverno, Capitana di Atletica
Quest’ultimo Torneo Intercollegiale ci ha regalato emozioni indescrivibili: molti sono stati gli attimi di adrenalina pura, quando abbiamo raggiunto i traguardi per cui tanto avevamo lavorato. Quest’anno nella nostra squadra di calcio c’è stata una grande crescita, non solo a livello tecnico, ma soprattutto a livello di intesa, di complicità. Il passo più importante lo abbiamo fatto quando abbiamo capito che solo divertendoci e credendoci fino in fondo avremmo raggiunto i nostri obiettivi. Ognuna di noi ha messo tutta sé stessa, sia negli allenamenti che in partita! Quando la squadra diventa come una seconda famiglia, allora sai di non poter chiedere nulla di più.
Quest’anno per me è stata una grande sfida: era la prima volta in assoluto che indossavo la fascia da Capitano. All’inizio non è stato facile, sentivo molto la responsabilità di far bene, non solo per me, e la paura spesso non mi permetteva di dare il massimo. Ma in questo la squadra mi è stata preziosa e di grande supporto, aiutandomi a credere non solo nel gruppo, ma anche in me stessa. Abbiamo raggiunto un grande risultato, soprattutto perché il livello delle squadre di quest’anno si era alzato molto. Sono state partite sfiancanti, sia fisicamente (numerosi lividi lo testimoniano), sia mentalmente, poiché le ultime tre partite si sono concluse ai calci di rigore, dove la tensione era davvero alle stelle. Purtroppo, nella semifinale e finale la fortuna non è stata dalla nostra parte, lasciandoci un po’ l’amaro in bocca per la medaglia di legno, ma nonostante questo abbiamo fatto vedere in campo che siamo una vera squadra, con un grande potenziale, che speriamo di far crescere sempre più negli anni a venire. Penso che in noi rimarrà sempre impresso il momento in cui abbiamo segnato il rigore vincente ai quarti di finale contro il nostro storico rivale, il Collegio Castiglioni, assicurandoci il passaggio alla semifinale. La corsa verso le compagne, gli abbracci, i cori della nostra tifoseria che ha invaso il campo per raggiungerci e festeggiare con noi: è stata un’emozione che non dimenticherò mai, e che mi spinge a continuare questo percorso con tanta passione! – Valentina Cantoni, Capitana di calcio
Arianna Albertini (Studi dell’Africa e dell’Asia, matr. 2023)
Università nei Collegi: torna il Laboratorio "Informazione scientifica: corretta e necessaria" con Giovanni Caprara
Sono aperte le iscrizioni per il Laboratorio delle competenze trasversali Informazione scientifica: corretta e necessaria, tenuto da Giovanni Caprara (editorialista del “Corriere della Sera”) e organizzato dal Collegio Nuovo – Fondazione Sandra e Enea Mattei nell’ambito del Progetto Università nei Collegi promosso dall’Università di Pavia insieme ai Collegi di merito e EDiSU.
Il Laboratorio, tenendo in considerazione casi concreti, ha l’obiettivo di esplorare le modalità del fare informazione/divulgazione nel campo della scienza e della tecnologia.
Si rivolge a un pubblico di studenti e studentesse, senza limite di età e Facoltà.
«Oggi viviamo nella nostra quotidianità in una dimensione sempre più scientifica e tecnologica – spiega Giovanni Caprara – Dalle comunicazioni alle vaccinazioni, dal cambiamento climatico all’intelligenza artificiale sono solo alcuni dei riferimenti di una realtà che dobbiamo conoscere per affrontarla nel modo corretto. Anche perché si tratta di temi con cui la politica si confronta e sui quali noi siamo chiamati ad esprimerci.
I media in generale e l’editoria assolvono su questa frontiera un ruolo determinante sia per formare una coscienza culturale adeguata sia per consentire un aggiornamento continuo come è indispensabile. Scienza e tecnologia, infatti, corrono con una velocità nei loro risultati ed evoluzioni con tempi molto rapidi di cui dobbiamo renderci conto e accettare. E questo è un aspetto che in alcuni casi può generare un rifiuto perché la nostra mente non è abituata a cambiamenti così veloci. Talvolta, inoltre, tale rigetto spinge verso atteggiamenti irrazionali da cui difendersi. Altrettanto bisogna proteggersi dal fiume delle false notizie anch’esse fuorvianti e pericolose.
Solo un’informazione scientifica corretta dunque può essere l’antidoto per combattere un’alterazione della realtà. E la correttezza si ha risalendo alle fonti autorevoli che possono raccontare con credibilità la vera realtà dei fatti».
Programma e iscrizioni (entro il 28 febbraio) disponibili qui
"IL NUOVO TI APRE AL MONDO"
A NEW YORK PER LA LEADERSHIP SUMMER SCHOOL, GRAZIE A EUCA
Un viaggio a New York non era tra i miei piani per il 2025, non rientrava nei miei sogni immediati né nei progetti concreti, essendo all’ultimo anno di Università e prossima a laurearmi. Eppure, quando ho saputo della possibilità di partecipare a una Summer School proprio nella Grande Mela, non ci ho pensato due volte: ho inviato subito la mia candidatura. La Summer School era organizzata da EucA (European University College Association), in collaborazione con la CCUM (Conferenza dei Collegi Universitari di Merito). Non avevo ancora preso parte a nessun evento organizzato da EucA, ma da tempo seguivo con interesse le loro attività, sempre all’insegna dell’innovazione, dello sviluppo personale e della formazione internazionale. Essendo al mio ultimo anno in Collegio, questa rappresentava l’ultima occasione per partecipare a una loro iniziativa. Oggi posso dire con certezza che è stata una delle decisioni migliori che potessi prendere.
Ricordo perfettamente l’emozione, e l’incredulità, nel momento in cui ho scoperto di essere stata selezionata dal Collegio: un insieme di felicità, gratitudine e impazienza per ciò che mi aspettava. Per una settimana, mi sono immersa completamente nell’energia vibrante di New York. E quando dico “completamente”, lo intendo alla lettera: ho dormito poche ore a notte pur di esplorare ogni angolo possibile della città in quel tempo limitato a disposizione, e non me ne sono pentita.
La Summer School era incentrata sul tema della leadership e dell’intelligenza emotiva, con lezioni tenute da docenti della CUNY (City University of New York). Inoltre, all’inizio della settimana, a ogni gruppo è stato assegnato un progetto incentrato sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) e sullo storytelling. Ogni gruppo aveva un linguaggio espressivo diverso per raccontare la propria tematica: c’era chi realizzava video, chi podcast, chi articoli, chi utilizzava le immagini per veicolare il messaggio collegato ai diversi SDG. Il mio team ha lavorato sull’SDG 16: “Pace, giustizia e istituzioni solide”. Un modo stimolante e creativo per riflettere su tematiche globali, che ha acquisito ancora più significato grazie alla visita alla sede delle Nazioni Unite il secondo giorno. Non avrei mai immaginato che un giorno mi sarei trovata alla sede degli headquarters dell’ONU. Anche se il contesto internazionale non è direttamente legato al mio percorso di studi, è stato affascinante immergersi in un ambiente così simbolico, dove si discute concretamente del futuro del mondo. Ho imparato cose nuove, mi sono posta domande e ho aperto una finestra su tematiche che spesso restano lontane dalla mia quotidianità.
Durante la settimana, abbiamo anche organizzato un aperitivo con alcuni ex collegiali ora residenti a New York, tra cui tre Alumnae (Maira Di Tano, Martina Sampò e Clelia Zattoni). È stato davvero incoraggiante ascoltare le loro storie e i percorsi che hanno affrontato per arrivare a lavorare nella città. Il confronto con loro ci ha lasciato spunti preziosi, consigli sinceri e una grande motivazione. Mi hanno trasmesso una grande voglia di fare e di non fermarmi davanti agli ostacoli, senza rinunciare ai propri sogni e aspirazioni. È stato un vero momento di networking, ma anche di ispirazione.
Il gruppo di studenti partecipanti alla Summer School era molto vario per provenienza geografica, studi e background. C’erano studenti di Medicina, Giurisprudenza, Scienze politiche e molto altro, arrivati da ogni angolo dell’Italia. Ci siamo raccontati le nostre esperienze nei vari Collegi, così simili eppure così diverse. E se all’inizio della settimana ci guardavamo con curiosità per via del fatto che eravamo insieme da poche ore, alla fine siamo tornati a casa con nuove amicizie e un bagaglio arricchito non solo da ciò che abbiamo imparato, ma anche da chi abbiamo incontrato.
Giulia Pompilio (Chimica, matr. 2020)
MAYO CLINIC, RICERCA IN PRONTO SOCCORSO (GRAZIE ANCHE ALLA FONDAZIONE ZEGNA)
Quando mi è stata offerta la possibilità di fare ricerca nell’ospedale considerato tra i migliori al mondo, sotto la supervisione della Dott. Fernanda Bellolio, di cui avevo letto numerosi articoli durante la stesura della mia tesi di laurea, non riuscivo a crederci. Così, a gennaio, carica di entusiasmo e adrenalina, ho preso un volo per il Minnesota, diretta alla Mayo Clinic di Rochester, ignara di quanto quei sei mesi mi avrebbero profondamente arricchita.
All’arrivo, i -30°C della città sono stati subito compensati dal calore umano della mia tutor e del team di ricerca, che mi hanno accolta facendomi sentire a casa fin dal primo giorno. Rochester è una cittadina relativamente piccola, ma interamente permeata dalla presenza della Mayo Clinic, che si articola in diversi poli: dal St. Mary’s Campus, sede dell’Emergency Room, ai Gonda e Mayo Buildings, che ospitano ambulatori specialistici e si trasformano in un vero e proprio museo, con opere di Andy Warhol, Miró e altri artisti disseminate tra i corridoi e i vari piani dell’edificio.
Durante il mio periodo alla Mayo Clinic, ho avuto l’opportunità di partecipare attivamente alla ricerca in Pronto Soccorso, concentrandomi sulle emergenze neurologiche, un ambito che mi appassiona da sempre, e in particolare sul delirium. Affiancata da esperti del settore, ho potuto ampliare le mie competenze in statistica e approfondire la metodologia della ricerca, dall’ideazione di uno studio alla stesura e sottomissione di un articolo scientifico. Ho vissuto l’emozione di presentare il mio primo poster e di tenere due presentazioni in conferenze scientifiche, culminate con una sorpresa inaspettata: il conferimento dell’AGEM (Academy of Geriatric Emergency Medicine) Annual Research Award come “Best Researcher Abstract Award”, durante il congresso SAEM tenutosi a Philadelphia.
Oltre alla ricerca, ho potuto osservare da vicino la realtà della medicina d’emergenza-urgenza americana, partecipando a turni in affiancamento in Pronto Soccorso e vivendo l’adrenalina di un’uscita in auto medica con il 911, a sirene spiegate. Parallelamente è stato stimolante partecipare alle varie conferenze e lezioni, sia in ambito di emergenza-urgenza che di neurologia che venivano organizzate quasi ogni giorno sui temi più vari. Ogni incontro era un’occasione preziosa per approfondire tematiche cliniche, confrontarsi con esperti internazionali e generare nuove idee di ricerca. Un ambiente stimolante, dove la formazione continua è parte integrante della cultura professionale.
Torno da questa esperienza con un bagaglio ricchissimo di conoscenze, competenze e relazioni: un team straordinario con cui collaboro ancora oggi a distanza, e tanti nuovi amici provenienti da ogni angolo del mondo, da cui ho imparato moltissimo. Tutto questo è stato possibile grazie al Collegio Nuovo, alla Fondazione Zegna a ai Dr. Fernanda Bellolio e Jonathan Edlow, che hanno reso realtà un’esperienza indimenticabile e che, senza dubbio, segnerà il mio futuro professionale.
Manuela Bartolacci (Medicina e Chirurgia, matr. 2018)
Le français pratique
Tornano le lezioni di francese con la nostra Alumna Faten Bethabet Mouneimne: 20 ore on line per imparare la lingua che porta molte alunne in Erasmus a Parigi. Bordeaux, Tolosa, Montpellier, Grenoble…
TEMPO DI ORIENTAMENTO: VENITE A VISITARE IL NUOVO!
In occasione degli Incontri d’area organizzati dall’Università di Pavia il Collegio offre visite guidate al Nuovo: in programma per il 4 e 5 febbraio 2026 un tour alle ore 13.30 con alunne del Collegio. Gli incontri d’area di queste date sono focalizzati sull’area dell’Ingegneria edile – Architettura, ma la visita al Nuovo è aperta a tutti gli interessati: prendete pure contatto con il Collegio per futuri programmi e vostre richieste per conoscere da vicino la realtà del vivere e studiare al Nuovo: rettorato.collegionuovo@unipv.it
Italian for beginners
20 ore di lezione riservate ai studenti internazionali della Sezione laureati del Collegio Nuovo, con un docente di ampia esperienza in Istituti italiani di cultura all’estero come Alessio Banzato.
Un nutrito gruppo di dottorandi e studenti di Master, soprattutto di area STEM e provenienti da diversi Paesi tra cui Cina, India, Iran, Birmania, Marocco e Argentina, si ritroverà ogni mercoledì sera a conoscersi meglio fra loro imparando la lingua del sì!
Laboratorio - Informazione scientifica: corretta e necessaria
Torna Giovanni Caprara, editorialista scientifico del “Corriere della Sera“, storico dello spazio insignito del prestigioso Premio Luigi Broglio, a tenere il Laboratorio di competenze trasversali “Informazione scientifica: corretta e necessaria“.
PRIME VOCI DA "NUOVITÀ" n. 36
Cosa troverete in questa anteprima di “Nuovità” n. 36
Prima di partire, un emozionante ritorno in Collegio
Cominciamo con un raffinato regalo…
“Il Nuovo ti apre al mondo”, con tre Alumnae, da Roma a Milano e Londra
“Il Nuovo ti apre al mondo”, Alunne in Europa, Stati Uniti e Giappone
“Il Nuovo ti apre al mondo”. Esperienze Erasmus con UniPV
Un anno al Nuovo. La voce delle nuove alunne e delle studentesse internazionali
Vivere al Nuovo tra cultura e sport
La Scuola IUSS. Esperienze a confronto
L’Associazione Alumnae
In chiusura, un omaggio in ricordo
Arrivederci con tante altre voci per “Nuovità”!
LA MEDICINA TATTICA AL SERVIZIO DELLA POPOLAZIONE
MODULO DI ISCRIZIONE – entro 28 gennaio
Vincenzo Vanni, Critical Care Flight Paramedic, già docente in alcuni corsi interni per la comunità collegiale organizzati dal Prof. Giovanni Ricevuti, torna al Nuovo in un incontro aperto al pubblico programmato per il 30 gennaio 2026, ore 18 in Aula Magna. Parlerà di “Medicina tattica al servizio della popolazione”, tema su cui ha pubblicato anche un manuale.
Medicina tattica: cosa è e quali strategie mette in campo?
Si tratta di un primo soccorso altamente specializzato che si concentra sull’efficacia e la sicurezza in ambienti ad alta minaccia. Si adattano le tecniche mediche standard a contesti non convenzionali (attacco terroristico, scenari bellici, sicurezza nei grandi eventi) per garantire la sopravvivenza in situazioni critiche: spesso infatti il primissimo soccorso, che è cruciale, è affidato a personale non necessariamente medico. Pertanto la medicina tattica forma sì personale sanitario, ma anche altre figure (come militari e altre forze dell’ordine) e aiuta a gestire e stabilizzare pazienti in condizioni critiche – shock, trauma grave, arresto cardiaco, insufficienza respiratoria – in sinergia con medici e infermieri.
L’incontro è promosso in particolare dalle alunne di Medicina del Nuovo nell’ambito delle attività formative previste per la comunità collegiale: in considerazione della sua rilevanza anche per interessati meno o diversamente specializzati, è aperto al pubblico.
Vincenzo Vanni, insieme a Luca Malcovati e Livia Visai, è parte del Collegio docenti di tre nuovi Master proposti dal Dipartimento di medicina molecolare dell’ Università di Pavia nei seguenti ambiti: oltre a Medicina Tattica, ci sono percorsi formativi in Gestione delle emergenze sanitarie e aeronautiche (per il personale di aeroambulanze e scorta sanitaria a bordo di aerei di linea) e in Medicina e Rianimazione aerospaziale.






