EMILIO GABBA LECTURE

Mito tra i più antichi ed enigmatici, icona contemporanea divenuta simbolo di lotta di liberazione femminile e, più recentemente, della protesta del #metoo, Medusa è la protagonista della Emilio Gabba Lecture 2026, proposta dal Collegio Nuovo il 20 aprile, alle ore 21.

La bellissima sacerdotessa, racconta Ovidio nelle Metamorfosi, violata da Poseidone nel tempio di Atena venne trasformata in mostro dalla dea, per vendicare l’affronto subito: l’unica mortale tra le Gorgoni dallo sguardo pietrificante che sarà poi decapitata da Perseo con uno stratagemma.

Al centro della quinta edizione della Emilio Gabba Lecture c’è proprio tutta la complessità e l’evoluzione non lineare del mito della Gorgone con i capelli anguiformi – ma dal cui sangue nascono anche coralli – in una lezione tenuta da Silvia Romani, antropologa del mondo antico, docente di Religioni del mondo classico presso l’Università di Milano La Statale. Un racconto dell’antichità che propone una prospettiva contemporanea, come era nell’impronta del Prof. Emilio Gabba nelle sue lezioni offerte al pubblico al Collegio Nuovo, nell’arco di oltre un ventennio.
Dalla Medusa di Omero, Esiodo e Lucano, si arriverà anche alla discussa scultura di Luciano Garbati installata in prossimità del tribunale dove si è tenuto il processo a carico di Harvey Weinstein.

A dialogare con Silvia Romani sarà Livia Capponi, docente di Storia antica dell’Università di Pavia, Alumna del Collegio Nuovo, e Referente del Dipartimento di Studi Umanistici per MERGED – Centro di Ricerca Interdipartimentale Migrazione e Riconoscimento Genere Diversità, Università di Pavia, autrice, tra l’altro, di una fortunata monografia su Cleopatra edita da Laterza.

L’iniziativa rientra, su conferma eventuale del singolo Collegio interessato membro della CCUM, nelle attività formative riconosciute.


Incontri di orientamento alla professione medica - AIDM Pavia

Storie di donne medico, dai primi passi della scelta sino agli sviluppi di carriera più recenti, sono al centro degli incontri con l’Associazione Italiana Donne Medico – Sezione Pavia, presieduta da Nadia Cerutti. Il  prossimo appuntamento riservato alla comunità collegiale del Nuovo si terrà il 16 aprile ore 18.15 con Barbara Gardella, ginecologa (Università di Pavia) e Claudia Negro, Gruppo San Donato, Città di Pavia.

Per info sull’incontro precedente, leggete la testimonianza delle nostre Alunne.


Italiano L2: una esperienza di conoscenza e networking

Learning Italian after arriving here in Pavia has truly felt like gaining an essential survival tool for my daily life.

The Professor, Alessio Banzato, is very warm and kind-hearted, and he has created a welcoming and supportive learning environment. During a time when I was experiencing homesickness and various stresses, this class became one of the warmest and most comforting spaces for me.

Although I am still a beginner, the Professor teaches with great patience, using daily practice with flashcards, as well as questions and answers. The lessons are well-structured and closely connected to our daily activities, which makes learning both practical and engaging. Because of this approach, I have been able to improve my Italian more quickly than I expected.

Before attending the course, I was not able to speak Italian at all. However, after just a few classes, I was already able to have simple conversations with the kitchen staff.

Beyond language learning, the class also gave me a sense of belonging. It helped me feel less alone and more connected to the people and environment around me. Step by step, I started to feel more confident in communicating and adapting to daily life here.

I am truly thankful for this experience and for the supportive atmosphere that has been created. It has made a significant difference in my journey as an international student.

 



Approfondimenti in Pediatria: XXI edizione

Si è conclusa la XXI edizione del corso monografico a libera scelta “Approfondimenti in Pediatria”, nato su richiesta delle alunne del Collegio, in particolare da Ida Sirgiovanni, oggi neonatologa presso Humanitas San Pio X  e ricercatrice della Humanitas University a Milano.

Nel 2005, alla nascita del corso promosso dal Nuovo e accreditato dall’Università di Pavia era il prof. Giorgio Rondini; da due anni dopo,  sino al 2021, ne hanno curato il programma, includendo via via il contributo degli specializzandi sia come relatori sia come destinatari, il prof. Gianluigi Marseglia (responsabile) e la prof. Antonietta Marchi.

Dall’anno acc. 2025-26 la prof.  Amelia Licari è subentrata come responsabile di un corso che ha sempre grande seguito, anche da alunne del Nuovo: in questa edizione erano in sala, tra gli altri, la laureanda Benedetta Sarti e Elena Rinaldi  e Elena Rizza (nella foto), studentesse del V anno.

A Benedetta il bilancio di questa edizione.

“Un percorso articolato in quattro incontri, costruito attorno alla presentazione di casi clinici da parte degli specializzandi in Pediatria dell’Università di Pavia, affiancati da medici strutturati.

Proprio la presentazione dei casi clinici da parte degli specializzandi ha reso gli incontri particolarmente dinamici e coinvolgenti, distinguendoli dalle tradizionali lezioni universitarie, spesso più teoriche e meno interattive.

Il filo conduttore? I casi complessi tra pediatria generale, pronto soccorso, genetica e reumatologia: dalla storia di una bambina affetta da teleangectasia emorragica ereditaria all’intossicazione da monossido di carbonio, fino a patologie genetiche rare e alla sclerosi sistemica giovanile.

Lezioni brevi, chiare e mai dispersive, con uno spazio finale dedicato a domande e confronto.

Da studentessa all’ultimo anno di Medicina e tesista in Pediatria, è stata un’esperienza davvero preziosa, perfettamente in linea con il mio percorso.

Un corso ben organizzato, coinvolgente e assolutamente consigliato”.



Orientarsi nella professione medica

L’incontro di orientamento professionale con le dottoresse Erica Quaquarini e Silvia Mangiacavalli, promosso dal Collegio in collaborazione con l’Associazione Italiana Donne Medico, è stato per noi un momento di confronto molto stimolante.

Da laureande in medicina, entrambe impegnate in una tesi in ambito onco-ematologico, abbiamo trovato particolarmente interessante poter ascoltare il percorso e l’esperienza di due professioniste che lavorano ogni giorno in questo settore. Ci ha affascinato in particolare il racconto di come la pratica clinica, in entrambi gli ambiti, si intrecci continuamente con la ricerca (di base, ma non solo) e con lo sviluppo di nuove terapie.

Tra queste, sentir parlare di frontiere quali le terapie geniche o le CAR-T, ci ha rese ancora più consapevoli di quanto questi campi siano in continua evoluzione e quanto sia fondamentale continuare a studiare e aggiornarsi nel corso della propria carriera. Abbiamo inoltre apprezzato molto l’incentivo a fare esperienze di formazione e ricerca anche all’estero, da sempre tra i capisaldi del Collegio, come occasione di confronto con realtà diverse e di crescita personale e professionale.

In una fase come gli ultimi mesi di università, spesso accompagnata da dubbi (e non pochi) sulle scelte da fare, incontrare persone così motivate, preparate e appassionate rappresenta decisamente un incoraggiamento e un promemoria del motivo per cui abbiamo scelto questa strada.

Elena Rinaldi

Le loro parole ci hanno trasmesso un entusiasmo contagioso e una chiara visione del futuro, facendoci riflettere sull’importanza di un continuo aggiornamento e sulla necessità di rimanere sempre curiose e pronte ad abbracciare le nuove sfide che la medicina ci propone. È stato particolarmente stimolante sentire quanto il campo delle terapie innovative in ambito oncologico ed ematologico stia evolvendo rapidamente, e come le nuove opportunità di cura impattino positivamente sulla vita dei pazienti.

In queste specialità, la collaborazione multidisciplinare e il lavoro a stretto contatto con altre figure professionali sono fondamentali e permettono di arricchirsi di nuove prospettive e competenze, favorendo una visione più completa dei pazienti in cura.

E’ stato anche utile avere la possibilità di chiarire dubbi, incertezze e preoccupazioni legate alla scelta di questo percorso professionale, in particolar modo la gestione del carico emotivo e la responsabilità di creare un rapporto di fiducia ed empatia con i singoli pazienti, con l’obiettivo di accompagnare e sostenere durante il percorso di cura.
Le sfide sono quotidiane, ma proprio per questo la nostra motivazione cresce: la possibilità di fare la differenza nella vita dei pazienti, e di farlo con un approccio scientifico ma anche profondamente umano, ci sembra un obiettivo ambizioso, ma incredibilmente gratificante.

Federica Rizzo



I CEVA: UNA "STORIA ESEMPLARE"

La notte di Natale del 1930, nel carcere di Regina Coeli, un giovane chimico pavese di “Giustizia e Libertà”, Umberto Ceva, si tolse la vita. Era stato arrestato a Milano, con Ernesto Rossi e Ferruccio Parri: la sua morte sollevò dubbi e accese una campagna internazionale che accompagnò il celebre “processo agli intellettuali”.

Alla sua vicenda e alla storia della sua famiglia, vissuta tra Milano, Pavia, l’Oltrepo pavese e il Piemonte, tra fine Ottocento e secondo dopoguerra, è dedicato l’incontro che si terrà martedì 14 aprile, alle ore 21. I Ceva raccontano una storia esemplare, una lunga e coerente testimonianza di difesa della libertà, dei valori democratici, di impegno antifascista.

Protagoniste della serata sono Fiorella Imprenti, storica dell’età contemporanea e autrice del volume I Ceva. Una famiglia antifascista e repubblicana. Vite di Bianca, Adele, Umberto e Elena (edito da Viella nella collana dell’Unione femminile nazionale), Marina Tesoro, già docente di Storia contemporanea nell’Università di Pavia, e Sara Poma, autrice di podcast, responsabile dei contenuti per “Chora & Will Media”.

L’iniziativa rientra, su conferma eventuale del singolo Collegio interessato membro della CCUM, nelle attività formative riconosciute ed è accreditato nell’ambito dell’attività formativa extra-classe IUSS.


Ascoltando Jasmine, voce da Gaza al Collegio Nuovo

L’incontro con lo scrittore Premio Andersen Francesco D’Adamo ha sollevato più di una riflessione nel pubblico.

Uno dei punti più discussi è stato il ruolo dei giovani. È giusto coinvolgerli? Alcuni “adulti” temono che esporli a certe realtà possa generare disagio. Ma viene spontaneo chiedersi: quale disagio è più grave? Quello di conoscere, o quello di restare nell’ignoranza e nell’indifferenza totale mentre accadono tragedie reali? E soprattutto: che cosa perdiamo, come individui e come società, quando scegliamo di non vedere? Forse non è il disagio il vero pericolo, ma l’assuefazione. La progressiva perdita di umanità.

Durante l’incontro è emersa con forza la necessità di sensibilizzare le nuove generazioni. Non si tratta di scioccare gratuitamente, ma di educare alla consapevolezza, all’empatia, al senso critico, e soprattutto all’umanità, perché è proprio questa che rischia di sgretolarsi quando il dolore degli altri diventa lontano, quasi irreale. Perché quando si parla in particolare di bambini colpiti dalla violenza, non si parla di numeri: si parla di vite interrotte, di infanzie negate, di possibilità che non esisteranno mai.

Il parallelismo con eventi storici passati è stato evocato per ricordare quanto la storia possa ripetersi quando si smette di guardare, di interrogarsi, di reagire. La memoria storica dovrebbe insegnarci che il silenzio e l’indifferenza non sono mai neutrali, ma diventano terreno fertile per le tragedie.

Questa conferenza non è stata solo un momento di ascolto, ma una chiamata alla responsabilità. Anche, e forse soprattutto, per noi giovani: capire, informarci, e non distogliere mai lo sguardo. Perché restare umani è una scelta. La più necessaria.

Shirine Mouneimne, Odontoiatria

Francesco D’Adamo ha saputo raccogliere l’immensità della tragedia umana in un romanzo scomodo, coraggioso e quanto mai necessario. Gabriele, come molti altri ragazzi hikikomori, sceglie di rinchiudersi tra le quattro pareti della sua stanza a Milano, dove nulla lo tange e il suo panico si consuma tacitamente nell’isolamento. Jasmine invece vorrebbe volare verso la normalità, uscire dalla sua tenda e lasciarsi alle spalle le bombe e i droni, ma i confini della Palestina sono militarizzati e il Paese è «una trappola per topi».

All’inizio della loro corrispondenza Gabriele non vuole sentir parlare di guerra, perché la guerra ce l’ha dentro: da essa viene logorato quotidianamente e in essa si rifugia, preferendo il buio di camera sua alla pericolosa luce del sole che mostra tutta la sua inadeguatezza. Quando Jasmine entra nella vita di Gabriele, con uno spiraglio del suo mare, non lo giudica, ma cerca di comprenderlo. Lei ogni giorno vede davanti a sé lo sterminio del suo popolo e quello che la spaventa di più è proprio la solitudine così desiderata da Gabriele. Il suo slancio vitale-sociale è disperato e drammatico, ma a pensarci bene non differisce troppo da quello di molti suoi coetanei occidentali alla ricerca di un posto nel mondo e di un senso di appartenenza.

La delicatezza di D’Adamo consiste nel porsi come medium tra quelli che egli stesso definisce gli «adulti che hanno provvisoriamente tredici o quattordici anni» e gli orrori della guerra. Accanto alla chiara denuncia del genocidio, infatti, spicca un approccio con i lettori più giovani che è una ventata d’aria fresca: i ragazzi, contrariamente a quanto si dice, non sono disinteressati né faticano a comprendere, eppure nessuno parla con loro senza censurare o edulcorare la nostra cruenta quotidianità. Li si proietta quindi in un mondo che resta sanguinario e ci si aspetta che non facciano domande una volta cresciuti. Di Volevo avere le ali colpisce la semplicità dei due protagonisti, che cristallizzano con le loro storie i drammi di tanti altri adolescenti, ma allo stesso tempo il lettore – giovane o meno – è turbato dalla schiettezza della narrazione della guerra, che si basa interamente sui reportage bellici. Nel romanzo gli ultimi acquistano un nome: il disagio giovanile e umano vive in Gabriele, mentre quella di Jasmine è la storia di una vita invisibile che si nasconde dietro ai resoconti numerici del telegiornale che entrano nei capitoli dei libri di storia. Il fine ultimo della scelta narrativa è proprio evitare, con i meccanismi di una censura che vediamo già in atto, che cada un oblio di orwelliana memoria sulle scelleratezze umane.
Nell’ultimo anno a Gaza sono morti 75.200 palestinesi. Chissà quante Jasmine c’erano tra loro.

Marzia Anzalone, Lettere



Incontri di orientamento alla professione medica - AIDM Pavia

Storie di donne medico, dai primi passi della scelta sino agli sviluppi di carriera più recenti, sono al centro degli incontri con l’Associazione Italiana Donne Medico – Sezione Pavia, presieduta da Nadia Cerutti. Il  primo appuntamento riservato alla comunità collegiale del Nuovo si terrà il 23 marzo ore 18.15 con Erica Quaquarini, oncologa, e Silvia Mangiacavalli, ematologa (IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia).

Prossimo appuntamento: 16 aprile, con Carola Bergante ginecologa, IRCCS Policlinico San Matteo e Claudia Negro cardiologa, Gruppo San Donato, Città di Pavia.


Partita la prima edizione del Workshop LIS - Lingua dei Segni italiana

Abbiamo seguito la prima lezione di LIS, esperienza estremamente formativa e stimolante per me e le mie compagne. Sin dal primo approccio, abbiamo compreso che la Lingua dei Segni Italiana non è un semplice codice di gesti, ma una vera lingua con una struttura grammaticale complessa e affascinante.

È stato particolarmente interessante scoprire l’importanza della componente non manuale: la mimica facciale e la postura del corpo non sono solo contorno, ma elementi essenziali del significato.

Usciamo già da questo primo incontro con una consapevolezza nuova sull’abbattimento delle barriere comunicative e sulla ricchezza della cultura sorda.

Doralice Puccia, Medicina e Chirurgia



EMILIO GABBA LECTURE

«Soyez justes pour être puissants, soyez justes pour etre libres, soyez justes pour etre heureux». Emilio Gabba è stato un vero sovrano, degli studi, dei rapporti accademici e umani, proprio applicando questo principio. È stato giusto, perciò è stato potente, perciò è stato libero, e ci consola pensare che sia stato felice

Dario Mantovani, “Athenaeum”, n. 101 /2013

 

V edizione – 2026 in programma

UNA RAGAZZA DECOLLATA: IL CASO DI MEDUSA FRA ANTICHITÀ E ASSOLUTA CONTEMPORANEITÀ

SILVIA ROMANI  Università Milano La Statale

 

IV edizione – 2025

I GIURISTI DI ROMA PARLANO AL PRESENTE
DIALOGHI SULL’ATTUALITÀ DELLA STORIA

A partire dal libro La letteratura invisibile. I giuristi scrittori di Roma antica di Dario Mantovani (Collège de France, Università di Pavia e Accademia dei Lincei)

Partecipano, con l’Autore

MARGHERITA MARVULLI “Corriere della Sera”

ALESSANDRO MARANESI e NICOLA RIZZO Università di Pavia

ALDO TRAVI Accademia dei Lincei

Presentazione

 

III edizione – 2024

CANCEL CULTURE. IL CASO DEI CLASSICI

Lezione di MARIO LENTANO

Docente di Lingua e Letteratura Latina | Membro del Centro interuniversitario di Antropologia e mondo antico, Università di Siena | Autore di Classici alla gogna. I Romani, il razzismo e la cancel culture Salerno 2022

In conversazione con

GUIDO BOSTICCO Università di Pavia | Comitato Etico Fondazione Umberto Veronesi | Autore di La cancel culture nel discorso geopolitico contemporaneo Edicusano 2023

Presentazione

 

II edizione – 2023

MALEDIZIONE DI BABELE O DONO DI HERMES?
LA MOLTEPLICITÀ DELLE LINGUE

Lezione di MAURIZIO BETTINI

Filologo e antropologo | Fondatore e Direttore del Centro di Studi “Antropologia del mondo antico” – Università di Siena

Presentazione

 

I edizione  – 2022

LA SENSIBILITÀ ECOLOGICA NEL MONDO ANTICO

Incontro con CINZIA BEARZOT

Docente Ordinaria di Storia greca – Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano | Vicepresidente dell’Istituto Lombardo – Accademia di Scienze e Lettere

Presentazione